“Ci abbiamo creduto, ve l’abbiamo anticipato e ora che è uscito il nuovo disco di Syria “Un’altra me” non possiamo che confermare le attese: è davvero un bel disco.Nato dall’esigenza di esplorare nuovi mondi musicali, questo album è un tributo ai migliori gruppi indie del nostro panorama. Dai Perturbazione ai Marta sui tubi, dai Deasonika ai Northpole… E ancora Mambassa, Filippo Gatti, Non voglio che Clara, Blume, Marcilo Agro, Atleticodefina. I brani sono arrangiati e adattati dal bravissimo Cesare Malfatti, mente musicale dei La Crus.”
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Soundblog
“Il settimo album di Syria arriva dopo tre anni di silenzio.
Periodo in cui è maturato il cambiamento che l’ha portata ad abbracciare la musica “indie” (indipendente) italiana.
Prodotta da Cesare Malfatti dei La Crus, Syria ha scelto di reinterpretare 11 tra i più bei brani usciti negli ultimi anni come “La distanza” dei NorthPole o “Canzone d’odio” dei Mambassa.
In più un prezioso inedito di Sergio Endrigo.
Coraggiosa.”
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Tv sorrisi e canzoni
“In un periodo in cui molti artisti hanno scelto il remake o i duetti,Syria ricorre alla scena indipendente italiana per acquisire linfa nuova dal panorama rock:12 cover oltre ad un inedito di Sergio Endrigo.
Questo suo “Un'altra me”ci fa conoscere un artista che ha voglia di misurarsi con diverse realtà musicali,che ha voglia di sperimentare(coraggioso l’intento in questo periodo)e soprattutto di ricorrere ad un uniformità sonora che spazia all’interno di vari stili,in primis l’elettronica e il new jazz.
L’album si apre con La distanza dal repertorio dei NorthPole, anche primo singolo.
Accattivante è Le paure,ripresa dai Non voglio che Clara,brano dotato tra l’altro di un bel testo;Più appassionata è Canzone d’odio dei Mambassa,mentre ballad è Non dimentico più dei Deasonika.
Di grande atmosfera è Momenti di Endrigo donata a Syria da Claudia,la figlia del cantautore,e musicato da Cesare Malfatti.
Una Syria in dimensione indie proiettata positivamente verso il fu”
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Raro
“La cantante romana si cimenta con un repertorio indie nostrano affidandosi alle cure di Cesare Malfatti (produzione) e Leziero Rescigno (arrangiamenti), con l’intento di mostrare (sin dal titolo) un aspetto inconsueto di sé.
L’idea è pregevole e spesso anche la scelta dei brani in questione, ma la resa non rende le aspettative: Il tessuto sonoro è monocorde e la produzione risulta patinata, come se una vernice grigia si fosse posata sulle 12 tracce.
Per questo pezzi come Cenere dei Marta sui tubi o La distanza dei NorthPole perdono l’anima in questa rivisitazione fatta nel tentativo di addomesticare suoni e parole, mentre Quattro gocce di blu dei Perturbazione riesce solo in parte a trattenere l’originario lirismo di un malessere privato.
Non mancano spunti interessanti come Canzone d’odio dei Mambassa, dove l’interpretazione esplode fuori dagli schemi prestabiliti, e Non dimentico più dei Deasonika, che restituisce una versione commossa scaturita (finalmente) dalle vis”
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Rumore
“Si può percorrere una strada di canzoni pop, Sanremesi e “leggere”, e deviare verso una più impervia, di nicchia e poetica se vogliamo, denominata “indie”?
Questo disco sembra trovare una risposta decisamente positiva.
L’eterna fanciulla ha deciso di puntare la bussola ad un repertorio di cover della scena indipendente, terra straniera nella quale la sua voce trova uno spazio nuovo e accogliente.
A rendere speciale il viaggio ci pensano ottime interpretazioni, come “Canzone d’odio” dei Mambassa e “Cenere” dei Marta sui tubi, e l’inedito “Momenti”, un brano di Sergio Endrigo tenuto per troppo tempo nel cassetto di famiglia.
Dal suo, Syria, tira fuori un album rischioso, ma sorprendentemente piacevole.”
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Beat magazine
“Ci vuole una buona dose di coraggio per fare un inversione di marcia radicale come quella che ha deciso di fare Syria che per il suo ritorno a tre anni da “Non è peccato” ha deciso di pescare dodici brani dell’universo indipendente e farseli cucire addosso dalla produzione di Cesare Malfatti dei La Crus.
I pezzi sono di NorthPole e Mambassa, Atleticodefina e Perturbazione, Deasonika, Marta sui tubi, Blume e Non voglio che Clare e il risultato sorprende per compattezza e riuscita al punto che sembra che Syria non abbia mai fatto altro.
Provate ad ascoltare “Il modo migliore”, in cui appare anche Giorgio Prette degli Afterhours: come sentire l’incontro impossibile tra i Queens Of The Stone Age e la migliore Loredana Bertè.”
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Rockstar
“Dimenticate Syria.O meglio, dimenticate l’adolescente che vinceva le selezioni per Sanremo giovani lavando con l’ammorbidente “Sei Bellissima” di Loredana Bertè,che con una “Station wagon” santificava un abbozzatissima idea di libertà oppure l’imperdonabile paladina dell’ingenuità di “L’amore è”.
Quella di oggi è un'altra Syria.“Un'altra me”, proprio come annuncia il titolo.
L’idea è forte:Un disco in cui la cantante romana interpreta undici pezzi di alcune band italiane emergenti e un ottimo testo inedito di Sergio Endrigo musicato da Cesare Malfatti che con tocco rarefatto produce l’album.
Morte della divetta che annaspava in un giovanilismo isterizzante?Beh non esattamente.
Perché quel giovanilismo si è trasformato per miracolo in un attitudine alla freschezza.
Magari è troppo presto per incoronare Syria reginetta senza corona di quello strano regno che è l’indie pop nostrano,ma non troppo per ascoltare e stupirsi.
Piccole donne crescono.”
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XL
“Syria è ancora giovanissima, anche se ha almeno una decina di anni di carriera pop alle spalle, costellata di Sanremo e di Festivalbar.
Adesso ha deciso finalmente di fare quello che le pare e di rivolgersi al mondo musicale che sente più naturalmente vicino a sé.
Da questo nasce “Un'altra me”, un album dove si misura con le realtà indie italiane interpretando brani del repertorio di Mambassa, Perturbazione, Deasonika, ma anche di band ancora più underground come Non voglio che Clara, Blume, Atleticodefina, NorthPole e Marcilo Agro.
La produzione affidata a Cesare Malfatti dei La Crus mette il giusto timbro su un progetto che ha il senso preciso di valorizzare le capacità di scrivere canzoni e melodie degli autori di nuova generazione, sdoganandoli presso un pubblico più largo.
Splendida, Ad esempio, la sua versione di “Non dimentico più” canzone che i Deasonika portarono a Sanremo e che qui acquista nuova linfa poetica.”
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Rolling stone (Italia)