“(...)La capacità infatti dei nostri di calarsi in partiture inusuali per un gruppo estremo è particolare, e contribuisce a creare singolari strutture che risentono di sonorità Metal ma le mescolano con sensazioni ed atmosfere del tutto differenti, quasi la musica lineare, eterea e senza tempo di Michael Nyman si trovasse a fare i conti con un lato nascosto e molto più aggressivo. Il risultato è senza dubbio molto suggestivo, e denota capacità artistiche ed una apertura mentale non indifferente. Difficili da classificare, i Circus Of Damnation rientrano nel novero di quelle band trasversali amanti della musica a tutto tondo ed in grado perciò di dare una connotazione del tutto peculiare alla loro proposta. “Don’t Let Them Fall” è senza dubbio un lavoro particolare che merita tutta l’attenzione possibile.”
“(...)The Circus has come to town and you fuckers are all damned, hide the women and the number zero!!I'm actually listening to Rising Will while I write these words to you and it's hard to stay on the page without following the tune and feelings that come from inside as I hear and am haunted by the tune. Such a perfect name for a song that brings you up and down and turns you inside out while listening to it.(...)It's time for me to end this review that in no way can explain the sound or feeling this band contains, you'll just have to see and hear and feel it for yourselves. For me I have to go dance, and I can't fucking dance but these fuckers make me want to….. so to hell with it. Sweetest of Dreams my pretties, may the Circus's haunting rapture enchant you in your dreams and nightmares…”
“(...)"Fallen tears from her eyes" es el siguiente acto que para mi es el que esta mejor balanceado, una melodía pesada con riffs lentos y a medio tiempo, la voz desgarrada del vocalista Moontear es potente; aunque presiento que le mete algún tipo de efecto porque se escucha un tanto rara a mi parecer. Podría seguir describiendo esta exhibición que nos ofrece Circus of Damnation, pero sería como platicarles el final de una película que no hemos visto y mejor es experimentarlo uno mismo, si este EP es fantástico no me quiero imaginar cuando salga el disco completo. Por cierto hay una sorpresa al final del CD.(...)”
“(...)Le clavier prend la place du roi, tirant les ficelles de chaque composition, en créant des atmosphères, et des mélodies saisissantes et très inspirées. La voix quant à elle, est la plus part du temps growlée, mais Moontear arrive à faire diversifier les choses en prenant différents modes, le parlé (choses assez classique) mais parfois il donne une nouvelle perspective avec des choses très originales comme le chant criard sur le titre "Falling Tears From Her Eyes"."Don't Let Them Fall" expose des ambiances saisissantes et des compositions bien ficelées. Et par conséquent, Circus Of Damnation est un groupe à suivre.(...)”
“Groovy!!! Interesting work of this Italian band.(...)CIRCUS OF DAMNATION is a serious proposal from Italy for those you are very into both MY DYING BRIDE early era and ANATHEMA latest works.(...)”
“(...)Come esordio è veramente ottimo, non ascoltavo qualcosa di simile da tempo, e devo dire che sono decisamente soddisfatto del risultato che i Circus Of Damnation sono riusciti a raggiungere: amplissimi margini di miglioramento, magari focalizzando meglio le idee e caratterizzando ancor di più questo straordinario ibrido tra musica classica e metal estremo (anche se sarebbe più corretto dire “melanconico”). Una scommessa per il futuro sicuramente.”
“Non hanno l’aria di essere persone che scendono a compromessi i Circus Of Damnation, gruppo torinese già attivo da alcuni anni, autore di una serie di pezzi che oscillano fra atmosfere inquiete, angoscianti e anche un po’ opprimenti, nonostante la loro apparente semplicità. Lo dimostra anche l’immagine di copertina, un dipinto che ricorda quegli artisti naif tipo Rousseau il Doganiere, che dovrebbe rappresentare un clown, che però è tutto fuorché divertente, e lo testimonia anche il brano di apertura, il lento pezzo strumentale intitolato semplicemente “Come In”, a introdurre un’atmosfera densa di rabbia e di pessimismo che si protrae per oltre sei minuti senza un attimo di tregua (...)”
“(...)Si tratta certamente di un disco estremamente ricco di idee, variegato e molto piacevole da ascoltare, ma proprio per questo per niente immediato. Chi dovesse accostarsi ad esso aspettandosi un album “canonico” rischierebbe di rimanerne estremamente deluso e di non riuscire neanche ad apprezzare lo sforzo fatto da questi ragazzi. Certamente i Circus of Damnation son riusciti, già dalla prima uscita, a trovare una propria marcatissima identità, cosa non sempre facile, che, nel bene e nel male ne decreterà quasi sicuramente il destino.(...)la loro musica potrebbe quasi non essere neanche definita metal con inserti sinfonici, bensì al contrario musica classica con passaggi black(...)”
“(...)Un cd da ascoltare, da apprezzare fino in fondo, un lavoro che propone un sound con il quale farsi assorbire e lasciarsi finalmente andare a quel male che abbiamo dentro e che non vogliamo mai tirar fuori ... I C.o.D. chiudono la loro breve presentazione con la speranza di lasciare un'impronta nel mondo della musica, i presupposti e le carte in regola le hanno tutte, gli auguro di lasciare questo segno, ma se può servire, a me l'hanno già lasciato, se sia stato un bene o un male, ancora non lo so ... Grazie.”
“Paranoici ed ipnotici: sono I Circus Of Damnation, giovane band di Torino (...)Il loro sound, infatti, si muove all’interno del doom-black, in modo lento e cadenzato, similmente ad un carillon che gira su sé stesso. In una dimensione sospesa ed evocativa, la teatralità del gothic viene richiamata dal supporto delle tastiere(...)”