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Vexillum / Press

“Con “Neverending Quest”, i Vexillum si presentano al nutrito pubblico giunto in quel di Bologna. Difficile per una band ancora non molto conosciuta entrare subito nel cuore dei presenti, ma questi giovani musicisti hanno compiuto il miracolo. Nonostante il loro power epic metal non si possa certo dire innovativo o particolarmente personale, la carica e la grinta di questa giovane formazione ci ha lasciato piacevolmente stupefatti. Tecnicamente i Vexillum si dimostrano molto preparati, canzoni come “The First Light” ed “Avalon” si impongono subito grazie a melodie ispirate e capaci di essere memorizzate sin dal primo ascolto. Il singer Dario Vallesi si rivela un discreto frontman, in grado di dare la carica a tutti i presenti. Ottimo anche il lavoro di chitarre, danneggiato soltanto da suoni non sempre all’altezza. Con “Traveller” i toscani si congedano, ottenendo una serie di meritati applausi da centinaia di metallari fieri di questa new sensation italiana.”

“Abrían la velada Vexillum, con su power metal con tintes épicos y toques folk, ataviados con Kilts (faldas de origen escoces) como si acabaran de salir del casting de Braveheart. Sin aportar nada nuevo al género, dieron una actuación más que entretenida. Una lástima que el sonido no les acompañara lo más mínimo a lo largo de toda la actuación ( Es curioso como la mayoría de grupos teloneros que pasan por esta sala suenan extremadamente mal siempre… Un fenómeno digno de estudio). A pesar de ello, disfrutaron de la oportunidad e hicieron disfrutar al escaso público que en este momento seguía entrando en el recinto.”

“L’arduo compito di aprire la serata spetta ai Vexillum, giovane band toscana agli esordi. Nonostante la fresca età, il gruppo ha dato alle stampe un ottimo disco di debutto, nel quale miscela power metal a inserti folk e epic. Il sound non sarà certo dei più originali, ma questi cinque ragazzi sul palco ci sanno fare: abbigliati tutti rigorosamente in kilt corrono avanti e indietro sul palco trascinando la folla come pochi gruppi spalla riescono a fare. Nella mezz’ora a disposizione, i Vexillum suonano brani estratti dal loro album d’erodio The Wandering Notes, tra i quali spiccano l’epica Avalon e la conclusiva The Traveller. Buona la prestazione vocale del cantante Dario Vallesi, anche se intorno al quarto brano della scaletta si è percepito chiaramente un calo della voce, probabilmente dovuto ai molti acuti fatti fino a quel momento. I suoni, piuttosto impastati sulle ritmiche dei primi brani, verso la fine dello show migliorano e contribuiscono alla piena riuscita del c”

“Julien Perez for www.radiometal.com Photoset in Paris Copyright Julien Perez - Contactez moi avant toutes utilisations - cette photo est protégée par le droit d'auteur. ”

“For better or for worse, I was absolutely obsessed with finding Vexillum's debut album after I first discovered it (which I did by using the Metal Archive's Discordance, a fantastic tool!). The picturesque album art admittedly appealed to the fantasy reader in me, with its depiction of a rowdy tavern. With drinks being served, band playing, and bar patrons chatting, it was an idyllic and irresistible piece of cover art. After not being able to find the album available on hardcopy anywhere, I've bought it digitally from Amazon for the time being (though I now see that it has leaked). I was surprised to see such an unknown band on the ticket for the recent Rhapsody of Fire/Visions of Atlantis tour in Europe, but figured that this could only bode well. As you might well guess, Vexillum plays a pretty similar style of fast paced, Italian flavored European power metal ”

“J'avoue que moi-même, soit disant spécialiste de heavy power speed, je ne connaissais pas cette jeune formation qui vient tout juste de sortir son premier album (The Wandering Notes, en janvier dernier). Ma foi, pour un début, c'est plutôt convaincant. Le temps de 6 chansons bien ficelés accompagnées d'une présence scénique bien huilée, le jeune combo transalpin nous fait voyager entre Iron Maiden (l'intro du morceau "The Traveller" rappelant clairement "The Trooper", tout comme ce jeu basse très Steve Harris), Helloween voire Edguy. Leur grand tube "Avalon" finissant d'ailleurs avec de faux airs à la "Land of the Miracle". Nous sommes tout de même conquis par l'énergie positive de ces écoss... euh italiens en kilt. Ils sont heureux d'être là, nous aussi remarque, donc tout va bien. Il ne nous reste plus qu'à les découvrir sur album afin de vérifier si les morceaux sus-nommés ou autres "The Blood and the Craven" tiennent leur promesse en studio.”

“L’apertura della serata era affidata ai Vexillum. Freschi di contratto con la MyGraveyard Production ed ancor più di studio di registrazione, dal quale hanno da poco tirato fuori il loro debutto ufficiale, la band toscana ha buttato sul palco tutta la carica e l’entusiasmo che portava in corpo, sfoderando una prova davvero scintillante e coinvolgente. Fieri di gridare la propria italianità, i cinque, autori di un epic metal molto snello e compatto, hanno coinvolto alla grande l’audience romana con i brani di The wandering notes ma, ancor più, con l’estrema verve che Galdor e compagni hanno saputo dimostrare davanti ad una platea così importante e difficile. Platea che, ad un certo punto, cantava Avalon a squarcia gola, dimostrando grande apprezzamento e rispetto per la musica che ha potuto ascoltare in poco più di mezz’ora di spettacolo. Grandi applausi hanno accompagnato l’uscita del primo gruppo di casa della serata.”

“Non conoscevo la band e devo dire che sono rimasto piacevolmente colpito dall’impatto che hanno avuto sul pubblico e dal loro abbigliamento, infatti tutti indossavano un kilt! Cinque pezzi sono davvero pochi per formulare un giudizio ponderato, però nonostante una pulizia dei suoni perfettibile, la band ha svolto molto bene il suo ruolo di opener, coinvolgendo a più riprese il pubblico. Ho avuto la sensazione che il gruppo in primis si stesse divertendo, e devo riconoscere che hanno sfruttato bene la possibilità di farsi conoscere al fianco di band ben più blasonate. Buona la prova del cantante Dario Vallesi, nonostante la ricerca spasmodica di un acuto che molto, troppo, ricordava quelli di Andre Matos. Un peccato veniale per una giovane band italiana che suona un buon power influenzato dal folk di stampo anglosassone. Mi sono ritrovato a cantare Avalon senza conoscerla, tanto per farvi capire la presa di questo pezzo. Sicuramente promossi. ”

“ixí doncs, a les 19.30h, els membres de la Toscana Vexillum van aparèixer a escena, vestits amb faldilla al més pur estil escocès, descarregant temes del seu àlbum debut, The Wandering Notes. La seva música, salvant les diferències, s'assembla molt a la que practica Rhapsody of Fire, és a dir un power metal de caires èpics, ràpid i contundent. Ells són Dario Vallesi a la veu, Michele Gasparri i Andrea Calvanico a les guitarres, Francesco S. Ferraro al baix i Francesco Girardi a la bateria.”

“Purtroppo a causa del traffico dovuto a varie circostanze sfortunate (vedi pioggia e partita di campionato a San Siro) riesco a seguire soltanto le ultime due canzoni dello show. Premetto che non conoscevo affatto la proposta musicale dei Vexillum ma devo dire che mi hanno positivamente impressionato. Il loro power metal con influenze classiche e celtiche è estremamente godibile. Ottima la sezione ritmica e le chitarre, capaci di creare un suono molto compatto e potente. Molto bravo anche il singer Dario Vallesi che si destreggia molto bene sul palco e possiede una bella voce a metà strada tra Fabio Lione e Tobias Sammet (Edguy/Avantasia)”

“Non conoscevo la band, quindi la curiosità per questi toscanacci in kilt era d’obbligo. Il loro è un power metal classico dalle forti sfumature epiche e folk, hanno presentato nella mezz’oretta concessa loro, alcuni brani del debut album ”The Wandering Notes”, nel quale, tra l’altro presta la sua voce tra le guest stars, anche Fabio Lione. Tutti i pezzi presentati sono molto tirati e d’impatto, fatta eccezione per la bella ”Avalon” ed il suo incedere solenne, dal refrain così bello ed immediato che dopo il primo giro lo cantavamo tutti assieme. Grazie alla loro musica, sebbene canonica ma abbastanza ispirata, ed all’ottima perfomance, I Vexillum non hanno dovuto faticare molto per coinvolgere il pubblico, che si è fatto ben rapire dalle loro ritmiche fulminanti. La voce del cantante mi è però sembrata troppo ostinata nel rimanere perennemente su tonalità alte, tanto che talvolta si sentiva qualche forzatura di troppo, ma a parte questo promossi a pieni voti i n”

“Credo fortemente che il Power Metal sia una prerogativa statunitense, inoltre pensavo, a torto, che il “felice” (in tutti i sensi!) filone del power europeo si fosse esaurito, se la prima dichiarazione rimane assioma dei miei gusti in ambito Heavy, sulla seconda, ascoltando il debut album dei Vexillum, mi devo ricredere...”

“I primi ad aprire le ostilità sono ovviamente i Vexillum che vestiti di tutto punto con kilt scozzese non si fanno pregare due volte nell'allestire uno show dall'alto tasso energetico, forti di un Power Metal dalle tinte epiche molto incisive e orecchiabili, dove fra ritmiche più dure, assoli di chitarra e ritornelli equilibratamente catchy riescono a conquistarsi la fiducia del pubblico capitolino, ricambiata soprattutto nelle prime file, più attente e ovviamente interessate a supportare quello che è il loro esordio assoluto intitolato The Wandering Notes. Si percepiva un pizzico di emozione, ma effettivamente l'occasione di aprire per i Rhapsody Of Fire non è da sottovalutare, in termini di visibilità nello specifico. Ottima esecuzione e ottima presenza scenica, non sono propriamente quello che amo ascoltare ma sanno il fatto loro.”

“Vagabondo nella notte in cerca di una fresca cervogia. La campagna è tutta un frinire di grilli. In lontananza si ode musica, di certo è opera di menestrelli.”