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Timecut / Press

“Quando l'underground esce dalla tana Timecut. Il nome racconta di una band nata dalle ceneri dei Hangin' By A Thread e Susan Acid...un mix ibrido e ben riuscito di nu metal e modern rock elettronico. Scorci di cruda cupezza, marmo lucido: ricordano gli Alice in Chains coi loro richiami grunge irrorati di acido ma con quel po' di zucchero che rende tutto molto godibile e gustoso. Ma portano alla mente anche i Deftones e i Nine Inch Nails, ma lasciandosi alle spalle gli arabeschi e i virtuosismi per abbracciare ritornelli orecchiabili e melodie fluide. ...I brani sono imperniati su un utilizzo della chitarra non invasivo che, senza sovrastare gli altri strumenti, partorisce sonorità oscure, dissonanti, a tratti ancora un po' acerbe. Ritmiche mai troppo sostenute ma possenti. Suoni a volte rarefatti, intimisti, ombrosi. Sofferti. Insomma, un songwriting costante e degno di nota. Underground che emerge.”

Emanuela Crosetti - Loudvision

"Aenima" italiana ...Il secondo lavoro è uno di quei dischi "mutanti" in cui multiple influenze si rincorrono in ogni canzone mantenendo l'attenzione dell'ascoltatore in un costante stato di vigilanza. Tool, A Perfect Circle, Katatonia, un pizzico di new-wave ottantiana, una manciata di indie-rock nostrano (Marlene Kuntz su tutti) sono gli ingredienti che compongono undici canzoni coraggiose nel loro svolgimento, interpretate con professionalità e supportate da una produzione più che soddisfacente... brani come l'iniziale Pianoloud, 'bout You Selfish, Incubo, Watch Me (la quale possiede dei giri di chitarra e basso estremamente interessanti realizzati da Bait e Job) e la riuscita cover dei Radiohead Street Spirit (Fade Out) sono momenti in cui i Timecut mostrano di essere decisamente competitivi e di possedere i giusti requisiti per porre il rock alternativo italiano alla giusta attenzione del panorama internazionale. Riusciranno ad accorgersene anche le italiche genti?

Riccardo Osti - Kronic

“Breve intervista ai Timecut, intervenuti al Fabrik Free Festival Fabrik Fest - 5 minuti con... Timecut video”

“Tempo tagliente: intervista ai TIMECUT Sabato scorso ero ospite presso una nota discoteca di Reggio Emilia. Persa nel mio mondo vagavo con la fantasia fino a quando qualcosa mi ha riportato alla realtà: un sound ipnotico e travolgente che mi ha avvolta e trasportata in una realtà parallela. Quella dei Timecut: forti delle scorse esperienze (Hanging On A Thread e Susan Acid) vantano esperienze all’estero e numerosi live dove posso assicurare offrono uno spettacolo ad alto contenuto adrenalinico in cui si viene coinvolti a 360 gradi. Una vera e propria tempesta sensoriale grazie al connubio tra Visuals sincronizzati e musica. Fondono atmosfere cupe e visionarie, rock a tinte scure, post-punk spigoloso e suggestioni post-industrial, atmosfere melodiche e contaminazioni dark, ricche texture elettroniche, rabbia e dolcezza, dramma e leggerezza, new wave inglese e psichedelia, passando per l’hard rock. In una parola? Sbalorditivi....”

“Modenesi, giovani: ecco i Timecut, band di assoluto rilievo che energicamente affiora dal panorama musicale italiano, grazie a riff stutturati ed originalità sonora e visiva. Ho incontrato la band per una breve chiaccherata sul sound (e non solo) e sulla passione che li spinge. - Un sound variegato e polivalente, che sfocia dal rock melodico all'industrial, degno di una grande band internazionale. Com’è emergere in Italia nonostante una già solida carriera all'estero alle spalle? Quali sono le difficoltà in Italia, dunque? Forse all'estero ci sono più possibilità? Non credo ci siano molte possibilità ovunque al momento attuale. Abbiamo contatti in tutta Europa ed anche oltreoceano, ma non sembra che la situazione...”

“Intervista a Pino Scotto per Band In Italy www.bandinitaly.com, e cita Timecut come prima band da seguire...”

“Fabrik Fest - 5 minuti con... Timecut: http://www.youtube.com/watch?v=m-SwL9f_Lug”

“Emergono dalle ceneri di due importanti formazioni nostrane, Hanging On A Thread e Susan Acid, e con il loro nuovo disco omonimo edito dalla Valery Records, dimostrano che il gap tra la musica “rock” del Belpaese e quella del resto del mondo, almeno sotto il profilo squisitamente artistico-culturale, può essere assolutamente azzerato, se si hanno la competenza, il talento, la determinazione e la “visione” giusta...”

“...marked by an exciting and restless melting pot of electronic music, metal, gothic and noise, creating an aggressive collage, without being, actually, extreme-metal. The music structure is light and dynamic with fluent solutions (by and large) and it creates a mix of several kind of distortions and rhythms. There you can find many typical compositions where aggression could be felt at every single note, which give to the sound a dramatic bombastic mood. To be more precise, the release doesn't refuse to employ a cinematic trend and Timecut are really able to bring this mood on stage. This music-project is everything but ordinary; the flavor of their music is hallucinated, a parade of different kinds of sensibility that lead us to a more sophisticated mix of synthetic sounds. Tracks as Pianoloud, ...stimulate the curiosity of the music eclecticism's lovers. Thus, for these kinda guys, this is the right work, made by 11 tracks perfectly 'in mood' with the outsider attitude of the band.”

“Ihre Einflüsse bestimmen sie nach Aussage der aus den drei Mitgliedern Bait, Joba und Aile bestehenden Band nach dem Prinzip, dass jene Musik, welche sie nicht mag, sie ebenso beeinflusst wie solche, die sie mag. Das Album umfasst elf Titel. Im Vordergrund stehen, begleitet von Ailes Drums, die schweren Gitarrenriffs Jobas , auf die meistens der Gesang von Bait angepasst ist. Dieser ist in erster Linie ruhig und an bestimmten Stellen kraftvoll und energisch. Einige Titel vermitteln eine romantische oder aber auch melancholische Atmosphäre. Die Liste der Anspielempfehlungen erfasst etwa alle elf Titel. Definitiv eine Empfehlung für alle Liebhaber von Rock und Alternative. ”

Yue Sakuya Noire - DARK SPY MAGAZIN (German)

“Este es un proyecto interesante. El debut de “TimeCut” nos llega desde Valery Records para presentarnos una propuesta que puede dar como resultado muy buenas obras en el futuro. El grupo ha preparado once cortes para este disco en los que nos vamos a encontrar elementos aparentemente muy dispares, pero que parecen funcionar bastante bien juntos. Desde el comienzo del disco con el tema “Pianoloud” nos damos cuenta de que esta gente quiere jugar con el metal progresivo, sin embargo su estilo es algo peculiar. Las melodías vocales tienen un aire más ligero, cercano en varias ocasiones a Nickleback y las guitarras suelen dibujar algunas melodías con cierto regustillo a Coheed & Cambria. En cuanto a las estructuras y las bases melódicas, las principales influencias del grupo pueden ser Pain Of Salvation y, como no, Dream Theater. ... Una curiosidad interesante para los fans del progresivo.”

“El disco viene compuesto por 11 temas, un sonido oscuro y envolvente, con una versión de RadioHead rozando el estilo Trip-Hop de lo mas interesante. El sonido del álbum puede recordar a bandas como "A perfect Circle" o "Aphex Twin", donde las armonías de voz dejan un símil recuerdo en nuestra cabeza. "Pianoloud" es buena muestra de este ejemplo, con un estribillo muy "Maynard". La sección de cuerdas es muy atmosférica, y en temas de percusión y bajo, en ciertos momentos se roza un sonido muy electrónico, combinado en ocasiones por fraseos mas rockmetal. La mezcla es mas que interesante, sobretodo para seguidores de este tipo de sonido oscuros y postrock o postgrunge. El resultado del Álbum es un estilo moderno, profundo, que combinado con atmósferas diferentes da un resultado altamente comercial, simple y directo. altamente recomendable. ”

“Per via della notevole originalità dei bolognesi Timecut viene difficile riassumere il loro stile con poche parole. La band si pone come ipotetico punto di unione tra il dark, la new wave e il grunge, un ibrido apparentemente irrazionale ma che attraverso la musica dei Timecut assume una veste straordinariamente scorrevole ed equilibrata. Il primo e necessario requisito che serve per accedere a questa proposta è quello di riuscire ad immaginare una via di mezzo tra i Joy Division, I Neurosis e gli Alice In Chains, il tutto affrontato con estremo senso della misura, maturità e un pizzico di audacia...la disorientante "Londongrey" si rivela convincente ad ogni suo passaggio, mostrandoci una band tecnicamente capace, decisa a gettare il guanto di sfida agli stereotipi e pronta ad abbattere ogni sorta di barriera stilistica. Chiude l'album una personalissima rivisitazione di "Street Spirit" dei Radiohead. Bravi e stimolanti.”

“Onestamente prima di trovarmi questo promo-cd tra le mani non ho avuto mai l'occasione di poter ascoltare questi Timecut, quindi non saprei dirvi se questo nuovo album è un passo avanti o un passo indietro nella loro carriera. Quello che però mi risulta chiaro è che si tratta di un Rock ben concepito e suonato, e molto poco Italiano anche mi viene da dire... Timecut gode dei maggiori pregi nel suo essere compatto ed omogeneo nell'insieme, scorre via liscio dall'inizio alla fine senza troppo intoppi. Spesso i richiami agli A Perfect Circle si fanno sentire, ma sono ben accetti, anche perchè qui si evita l'effetto clone, la band ha studiato bene la lezione, semmai gli rende omaggio con personalità. In Italia anche nei territori prettamente Rock qualcosa evidentemente inizia a smuoversi, vedremo se i Timecut ne saranno protagonisti. ”

“Il genere proposto dalla band, è una fusione estremamente moderna tra grunge ed industrial, contaminato dalla new-wave inglese, dal post-punk e dal noise-pop, in una sorta di mix tra Nine Inch Nails, Perfect Circle ed Alice In Chains, con forti tracce anche di Cure, Joy Division, Deftones, Tool, Quicksand e Radiohead. “Timecut” nel suo genere e nel proprio complesso, è un disco assolutamente eccellente, prodotto in modo egregio e suonato in modo del tutto magnifico, un album che scorre in modo fluido, d’ascoltare e d’apprezzare tutto d’un fiato, denotando la capacità dei Timecut di unire con estrema abilità la melodia e l’atmosfera ad un suono possente e maestoso...la conclusione di “Timecut” infine, è affidata a “Street Spirit (Fade Out)”, capace di racchiudere l’essenza della band, riassumendo in modo egregio le peculiarità di un disco altamente consigliato agli amanti di queste sonorità e che per i Timecut rappresenta una nuova conferma della proprie abi”

“Timecut sono un trio di Modena dedito ad un febbrile connubio di sonorità elettroniche, metal, gothic, noise simpastano creando un collage aggressivo, senza essere violento. La “struttura” sonora relativamente rapida e dalle dinamiche più o meno fluide, creano un’orgia pluristratificata di distorsioni e ritmi distorti, in cui si riversano le composizioni più convenzionali, dove a risaltare è l'aggressività, che si avventa su ogni nota, dotando il sound d'insieme di una pomposità drammaturgia. Nello specifico, l'album non rinuncia alla peculiarità "cinematica" cui Timecut ben dimostra in sede live. Timecut è tutto fuorché ordinario, ha un sapore allucinato, è un compendio di sensibilità che ci conduce ad un ancor più sofisticata miscela di suoni sintetici. Le tracce stimoleranno la curiosità e l'interesse per gli amanti dell'eclettismo musicale. Dunque, ecco per costoro questo disco composto di undici brani in perfetta linea con la condizione di outsider della band.”

“Grandissimo ritorno da parte degli italianissimi Timcut. Il trio riesce in circa 50 minuti a creare atmosfere stranianti, acide e oniriche che riportano alla mente artisti del calibro di A Perfect Circle, Voivod, Porcupine Tree e Radiohed (omaggiati con la cover di “Street Spirit (Fade Out)”) . Il disco vario e mutevole, ma non disomogeneo, è sicuramente di difficile inquadramento in quelle che sono le etichette che tanto piacciono a noi scribacchini. Metal, post rock, progressive si fondono alla perfezione e il risultato è che Timecut avvolge e ammalia l’ascoltatore portandolo in una realtà fatta di romantica disperazione, quasi ai confini con l’oblio. “Pianoloud”, “The Meatshow”, “My Fresh Coffin” e “Idol On The Cross”, sono alcune delle piccole gemme oscure che compongono questo disco. Se amate la musica fuori dai normali canoni compositivi e se siete alla costante ricerca di gruppi che sappiano regalare emozioni forti, fate vostro questo disco. Assolutame”

“...Credevo fosse una un po' malinconica storia di invenzione, fino alla sera in cui quel ragazzo lo vidi su un palco dal vivo. Insieme ad Alle e Joba, Bait recitava ad occhi chiusi la propria preghiera. E come d'incanto, allo stesso modo Alle e Joba, in momenti diversi ma con la stessa intensità dialogavano con il proprio dio, in una fluidità di suono interrotta solo a tratti dai video che scorrevano alle loro spalle, nei momenti in cui le luci erano più forti e costringevano a distogliere lo sguardo dai profani predicatori. E fu così che mi ammutolii anche io... Quella sera, tutti rimasero in silenzio per 45 minuti, immobili ai loro posti, e forse alcuni, per 45 minuti, dialogarono con i propri ricordi, o con il proprio dio. Da allora, la stessa sensazione da assaporare ad occhi chiusi bussa alla mia porta, puntuale non appena il battito di Pianoloud mi raggiunge dal lettore cd...”

“Diciamoci la verità: fin dai tempi dei bravi ‘Hanging On A Thread’, era chiaro davanti agli occhi di tutti gli addetti e appassionati di musica che avevano una marcia in più. Oggi l’anima di tale gruppo riprende vita nei Timecut, che comunque non sono meri esegeti, ma evolvono quel suono che fu verso nuove contaminazioni. Nella loro bio hanno coniato un termine per identificare il genere da trattato: warped-rock. E’ facile identificare in tale etichetta un’attitudine recettiva, imprevedibile, curiosa, una sorta di liberalizzazione dai canoni comuni. E lo fanno con competenza, non trovo termine diverso per inquadrare la sbalorditiva disinvoltura dei Timecut nel rendere attuale quel rock “triste” dei primi anni ’90. Melodico, malinconico e allo stesso tempo nervoso ... una veste tanto fisica quanto mentale, con un sound intenso, incapace di darsi regole predefinite, oscuro (quasi gotico negli scenari creati) e che trasmette urgenza espressiva. Molto convincente.”

“Io mi sono emozionato, davanti ai Timecut. Senza voler togliere nulla a nessuno o esagerare, gli Hangin' On A Thread furono, per l'Italia, un gruppo molto sopra le media. Non raccolsero quel che meritavano ma ora ritroviamo un pezzo di loro nei Timecut: quanto gli HOAT furono precursori, i Timecut sono attuali. Una convergenza sofferta, contaminata e a tinte scure di rock, post-punk e post-industrial. Come uno scontro fra Quicksand e Nine Inch Nails sorretto da possenti atmosfere dark che sfoggia grandi abilità melodiche e ottima capacità di variare le atmosfere e la resa dinamica. Idol On The Cross, 'Bout You Selfish e Londongrey sono le tracce migliori e con un po' di lavoro di sintesi per riappropiarsi di mordente e tiro potremmo (di nuovo) trovarci per le mani un esempio di gruppo del quale vantarsi con gli amici all'estero. Per ora, una sorpresa della quale essere lieti. Timecut.net.”

“Riverberi viola e strisce bianche di nuvole filanti, luce. "Pianoloud" apre il mattino con grande energia, batteria piena e chitarra trascinante, mentre la voce gira melodica con accenti incisivi, il microfono è caldo. Maniere dolci di sfiorare il metallo, come solo con la punta delle dita, rimandano agli A Perfect Circle, dura cupezza di lontane memorie elettrodark, nero venato da screziature scintillanti come marmo lucido, e uno stile di interpretazione che a volte, ruvido e intenso, ricorda gli Alice in Chains e i tiratissimi sussurri grunge: i suoni riempiono gli angoli con misura ché, nonostante rabbiosi riff e crash graffiante e testi acidi, rimane come steso sotto ogni pezzo un velo di zucchero sottile sottile che rende tutto molto godibile. I Timecut sono solo tre, realizzano un lavoro omogeneo e concreto, hanno le migliori intenzioni: promettono bene.”

“Timecut è l’omonimo titolo dato a questo pregevole album che, parte subito in quarta con la magnifica “ Pianoloud “, ottima metal-song ... Bellissime sono pure le due ultime tracce “ The Gift ” e la rivisitazione “ Street Spirit “ dei Radiohead , emozionanti, lente raggiungono la mente ed il cuore con la loro melodia a tinte forti. I Timecut hanno fatto centro, quest’album è prodotto, composto e suonato magistralmente bene e ne siamo certi catturerà e conquisterà molte schiere di fans, soprattutto perché il trio bolognese è una band molto “ eclettica”; infatti il loro sound non è facilmente etichettabile, suonano dark, gothic metal ma pure pop-rock e new wave, ed è questa forse la loro originalità, quello che li rende un gruppo di sicuro successo e seguito. Ascoltatelo, anche solo per curiosità, e ne resterete affascinati, lasciatevi trasportare da Bait e soci in questo “taglio del tempo”, il tempo volerà via lasciandovi indissolubilmente legati alle”

“Timecut es un trío formado en Londres en el año 2004, aunque sus integrantes proceden los tres de la ciudad italiana de Bolonia. Los tres habían compartido anteriormente distintos proyectos ...Aunque sí se pueden apreciar influencias del sonido industrial o del Grunge en la música de Timecut, lo que ellos hacen es una música potente y oscura que, a mí personalmente, me recuerda en algunos pasajes a una banda como los Shihad de la época de "Killjoy", neozelandeses prácticamente desconocidos en infravalorados por estos lares y que hace ya muchos años fueron teloneros de Faith No More en una de sus últimas giras. Influencias o similitudes aparte, "Timecut" posee un sonido propio. A lo largo de los once temas de los que consta asistimos a atmósferas sonoras oscuras y opresivas, entre lo gótico y la angustia existencial de Seattle, dotadas de una gran fuerza y que harán las delicias de los seguidores de estos sonidos que hemos citado. Recomendables.”

“Avere tra le mani un CD come "Timecut" è la soddisfazione più grande per chi, come il sottoscritto, porta avanti questo hobby con passione... La proposta musicale dei Timecut è anglofona, il trio nostrano (Bait, Alle e Joba) ci ricorda quanto siano stati seminali i Killing Joke, di come le loro melodie trasversali abbiano fatto presa su tutta la scena indie ed alternativa: compresi i geniali Voivod. "Timecut" non è un lavoro commerciale ma neanche i Nirvana lo erano, eppure sono stati in grado di creare dal nulla una generazione che si identificasse con il suono di Seattle... Forse il termine di paragone più adatto ai Timecut sono i Nine Inch Nails, spogliati dai suoni sintetici, ma simili per attitudine nel creare atmosfere avvolgenti, pesanti e sognanti; la voce di Bait sprigiona quel tono espressivo - immaginifico - fondamentale per introdurci nel mondo dei Timecut. Mistero = Fascino = Timecut”

“Ho quasi gridato al miracolo, giuro. Era da un po’ che non mi capitava niente di così bello. Sono contenta di vedere che la musica italiana può essere diversa dalla cose proposte giornalmente da trl. I Timecut infatti sono originali, con rimandi ai bei tempi andati del grunge e del rock anni 90, un sound un po’ triste un po’ ipnotico con aggiunta di influenze elettroniche più moderne. In “Idol on the cross” ad esempio si sente anche un rimando a "Come as you are" dei Nirvana, una citazione che mi ha fatto davvero piacere. La chitarra è graffiante, accattivante, i riff sono davvero buoni e la batteria non si limita a tenere il tempo come fanno molte altre band di oggi. Il disco ha un certo mood che non si interrompe mai, in qualche modo si modula in base alla traccia, si adatta, cerca spazi nuovi a seconda degli effetti usati... ”

“Forti di un curriculum che cita due importanti promesse (forse anche qualcosa di più) della scena rock alternativa italiana come Hanging On A Thread e Susan Acid, i Timecut, con questo loro lavoro omonimo, sfornano un disco di una bellezza piuttosto rara, capace di fare proprio un ricco patrimonio sonoro, rielaborato in una maniera che svela un innegabile temperamento. Nel suono di “Timecut” convivono le peripezie della new-wave inglese, tra inquietudini e spigliatezze, suggestioni di metallo “evoluto”, gli spigoli del post-punk, le melodie rumorose eppure anche “viscose” del noise-pop e l’animo “torturato” e greve del grunge, in una sorta d’oblio onirico fortemente emotivo in cui si materializzano contemporaneamente immagini di Cure, Joy Division, Deftones, Tool, Quicksand, Radiohead (e non solo per l’ottima cover di “Street spirit”) e Alice In Chains, evocate in modo lucido ma anche “sfuggevole”, con un’imprevedibilità di fondo che mai rende troppo i”

“La Valery Records ha visto decisamente bene quando ha deciso di produrre questo album di esordio dei Timecut, nuova e promettente realtà italiana che si affaccia sul mercato in seguito a precedenti esperienze dei singoli membri. Perchè tutto questo entusiasmo direte voi? Perchè "Timecut" contiene MUSICA, e non a caso ho voluto enfatizzare questa parola. ...Generalizzando (ma non mi piace troppo farlo) si potrebbe parlare di alternative rock, ma sarebbe altamente riduttivo, in quanto i richiami vanno da sonorità alla Anathema a band come i Killing Joke, passando per qualcosa di leggermente più metal che potrebbe ricordare i Voivod o i Tool. ... I Timecut meritano attenzione, e se non riceveranno i giusti riconoscimenti sarà l'ennesima dimostrazione dell'ignoranza italiana”