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Concrete / Press

“Toh, thrash metal di quello stile big-3 di Germania. Fatto e finito. In anni di rincorsa alla contaminazione a tutti i costi è anche gratificante vedere nuovi gruppi devoti all’old school, non fosse altro perché black e death metal sono ormai etichette applicabili a metà dello scibile umano dell’enciclopedia metallica. Chi sa di cosa si sta parlando troverà pane per i suo denti durante i cinque pezzi (più interludio) dell’EP in questione, unica critica può essere mossa a un mix un po’ freddino che fa risultare le vocals un po’ estranee alla parte strumentale e al guitar work un po’ approssimativo sugli assoli, ma l’impatto c’è tutto e la raffinatezza, dato il canovaccio, la si lascia volentieri ad altri. Nel dettaglio, la band si esprime meglio sulle ritmiche veloci (Sycon) che sui mid tempo (Devastaton). Buona prova generale in attesa di un full.”

“L'EP d'esordio dei Concrete ci mostra una band già con le idee chiare e con un'ottima base da cui ripartire in attesa del primo full-lenght. Ho apprezzato molto lo stile e l'impronta old-.school dei brani, che porta l'ascoltatore all'headbanging dal primo all'ultimo pezzo della tracklist. C'è ancora qualche aspetto da migliorare, ma la via intrapresa è quella giusta. Promettenti!”

“Devo dire che ero piuttosto curioso di sentire questa nuova band italiana dedita al Thrash Metal più puro e intransigente, e in effetti sono rimasto abbastanza colpito dal sound spigoloso e diretto del quartetto milanese, formatosi nel 2009 e che vede Manuele Ruggiero alla voce e alla chitarra ritmica, Massimo Ercoli alla chitarra solista, Daniele Orlandi al basso e Luca Nazzari alla batteria. Lo stile dei quattro Thrasher si rifà in maniera evidente alla vecchia scuola di stampo americano della Bay Area, e già a partire dalla opener “Sycon” sono evidenti i richiami ai Metallica di “And Justice for All” in particolare alla traccia di apertura del citato album, nonostante poi il pezzo evolva verso lidi persino più estremi, e maggiormente riconducibili a band come Sodom e Testament; le ritmiche serrate sono subito in primo piano, e le vocals di Manuele sono subito convincenti e aggressive a sufficienza, senza dover sconfinare necessariamente verso registri tipici del growl.”

“CONCRETE - Madness (2012 - Autoprodotto) voto: 7/10 Dopo tanto tempo passato ad ascoltare e recesire cose dei generi più disparati, mi ero quasi dimenticato di avere un cuoricino che una volta batteva forte forte per il thrash metal; cuoricino che ha avuto ben più di un sussulto ascoltando 'Madness', prima fatica dei Concrete. Scordatevi musica iper-articolata, piena di tecnicismi, di ritmi folli o quant'altro. Qua si torna alle origini. Si torna alle origini con quel thrash metal ancora da sgrezzare, quel genere ancora non troppo definito da cui se da un lato è nata la storia degli Slayer dall'altro si sono pian piano evoluti gruppi più black oriented quali Venom o Celtic Frost. Proprio dai primissimi lavori degli Slayer – a mio avviso influenza primaria – sembra estratta la doppietta 'Lobotomized' / 'Madness' (peraltro devastante, ma di questo parleremo dopo) con cui si chiude questo ep”