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settembre nero / Press

“...c'era la banchina del grande fiume grigio , dove un impetuoso popolo di gaudenti di ogni età, stava vivendo una mistificazione di confini sociali e musicali ,una volta così netti , tale da rendere ora tutto indifferenziato e caotico ; costringendo a cercare modi nuovi, dalle pulsioni sintetiche scatenate da tutto ciò , che mentre accadeva , in realtà modificava ciò che senti, ciò che vedi, quello che ricerchi e che non puoi ignorare mai più. Venne così il tempo di un collettivo di musicisti visionari di eversori del suono tradizionale ,di elettronauti distorti e romantici pronti a tracimare i confini della consuetudine , affidandosi a elegie generate da una chitarra elettrica, da un campionatore e da un videoproiettore... .”