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Rock Brigade / Press

“There is something old school to Rock Brigade, not only in the directness of the band’s name but also in their overall look. It made me think of Extreme and Mr Big. Bands that were big in the 80s mainly because they appealed to all the teenage girls with their good looking front men and sleazy hit ballads. If you looked beyond all the screaming girls (and it was very hard to do so) you’d find bands steeped in a very traditional hardrock sound. Do I have to tell you that I turned my back on Extreme and Mr Big once they had their big hit songs. Listening to Rock Brigade is like listening to Vanadium or Baron Rojo for the first time. It’s like stepping into uncharted territory simply because they don’t sing in English”

"Il loro genere è una commistione tra vari tipi di metal e hard rock con un suono ponderoso e massivo dovuto all’incontro/scontro delle tre chitarre che si rincorrono senza mai raggiungersi, feroci e mai in affanno, blandite e sferzate dalla voce di Matteo". Questa è forse la definizione più azzeccata per descrivere i baldi giovani di Todi, contenuta nella loro ufficiale biografia. Ma per me, oltre a questo, i Rock Brigade esprimono altro, anche nei testi e nella voglia di spaccare il mondo col loro fare aggressivo e fottutamente rock'n hardcore. Tirate metal velocissime sferzano l'ambiente, soprattutto nelle tracce prettamente cantate in inglese. Si perchè nei testi in italiano, ma soprattutto nella prima "30 Aprile", la qualità sonora scende, e l'effetto del gruppo perde minacciosamente. Ma a tenere salda la stabilità della formazione ci pensano le restanti quattro tracce, ricche di atmosfere create dalle micidiali tre chitarre e dalle pelli costantemente sotto pressione.

“I pezzi sono frutto di un lavoro collettivo e lo si sente bene, non c’è uno strumento che spicca più degli altri o che possa in qualche modo essere troppo invasivo rispetto agli altri. In ordine sparso troviamo “Keep runnin’” e “Time to rise” a cui si aggiunge anche il violino di Giovanni Maria Sarpietro, e la chitarra di Mularoni citato pocanzi è la canzone che a mio avviso più delle altre presenta i connotati per definire chi sono i Rock brigade. E poi ancora “30 aprile”, “So far away from here”, “Tentare di bruciare”, “The power of the world”, dove si sente un certo tributo a power metal e ad alcuni virtuosi della sei corde, e la già nota “Incontri ravvicinati del terzo tipo” che è assolutamente delirante e nello stesso tempo precisa e senza sbavature. Strutturalmente il lavoro ha una cura interessante nell’arrangiamento e nelle melodie ”

“I Rock Brigade, band di Todi formatosi per condividere la stessa passione per la musica, sfornano il loro primo album omonimo. Sono solo sette i brani che compongono questo lavoro, meglio pochi ma buoni si usa dire, ed è questo il caso. Testi in italiano ed in inglese accompagnati da un mix tra vari tipi di metal ed hard rock con un suono potente dovuto all’incontro/scontro delle tre chitarre che si rincorrono senza mai raggiungersi, feroci ma mai in affanno, blandite e sferzate dalla voce del fondatore Matteo Lenticchia, incalzate dal basso e dalla batteria. Fondamentalmente questi ragazzi non hanno portato niente di nuovo sullo scenario hard rock italiano, ma dimostrano cose che parecchi gruppi hanno dimenticato col passare del tempo, ovvero l'ABC di questo genere.”

“Album d’esordio per i Rock Brigade, giovane band umbra, che presenta il proprio primo full-lenght omonimo. Il moniker scelto potrebbe essere per la verità un po’ fuorviante, perché in effetti più che al rock lo stile della band pare vicino a sonorità propriamente metal: possiamo descriverlo come un heavy/power alquanto roccioso, a volte con qualche venatura epic o folk, reso particolare dal fatto di poter disporre in line-up di ben tre chitarristi. Una scelta, questa, che consente ai Rock Brigade di poter optare in ogni brano per tante e variegate soluzioni, garantendo alle canzoni di avere un buon impatto, una solida ritmica e straripanti assoli. I brani sono cantati in parte in italiano e in parte in inglese: tra i primi, non sono niente male “30 Aprile” e “Tentare Di Bruciare”, tra i migliori del platter, mentre possiamo considerare la conclusiva “Incontri Ravvicinati Del 3° Tipo”,”

“Dannati, sporchi e cattivi, è il giusto quadro per "inquadrare" i Rock Brigade, la metal band più significativa del Centro Umbria e forse non solo, un quintetto che bussa forte e che fa del rock duro una missione da diffondere, il tormento e l'estasi per spaccare ogni resistenza del silenzio e dell'inerzia. Fresco di stampa e di contratto (Videoradio) il disco ufficiale - che riporta il loro moniker - è uno di quei dischi che rimane incalzante e belligerante dall'inizio alla fine, non cede nella struttura, la loro musica è fatta di riff a cascata, intersezioni trash con un doppio pedale da cardiopalma e roboanti cavalcate epic esuberanti di quel metal acciaioso tipico degli anni 80 "So far away from here", "Keep runnin'", tempio di sciabolate "nordiche" di chitarre che fanno letteralmente a fette l'aria che incontrano; i Rock Brigade non fanno nulla di speciale, hanno "solamente" la gran qualità che la maggior parte dei gruppi metal dell'underground sembrano aver dimenticato ”

“Negli ultimi tempi l'Umbria è una delle regioni più fertili in campo metal e dintorni, basti ricordare che da qui arrivano band come Fleshgod Apocalypse, Snakebite, Subliminal Crusher, Re-Creation, Morganha, Pollution, S.R.L. E via discorrendo, tutte fautrici di album di ottimo livello. I Rock Brigade in questo non sono da meno, il loro esordio sulla lunga distanza dall'omonimo titolo infatti segue la scia degli ottimi lavori usciti dalle band sopracitate. Registrato e ottimamente prodotto ai Domination Studio di Simone Mularoni il lavoro dei 5 ragazzi di Todi ci propone sette brani di metal hard rock di discreto livello, con brani sia in inglese che in italiano, dai testi a volte realistici altri demenziali, e qui mi permetto di fare una critica alla band: a me il demenziale piace, però o si decide di seguire solo questa linea o si opta per qualcosa di diverso”