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Gargamella / Press

“Un disco bello ed importante e lo diciamo subito: valichiamo le aspre colline emiliane dei feudi canossiani cavalcando fino alle dolci e verdi ‘mammelle’ toscane, sino alle boscaglie maremmane tra le cui fronde secolari è nato il sodalizio di Lapo Marliani e Nicola Savelli. Disco bello ed importante perché se in parte ascriverlo nel filone neo-rinascimentale, per la forte presenza di coaguli antichi e tele sonore ingiallite nelle tinte, contrapposte a sperimentazioni, influenze, corrosioni, accenti di varia natura (l’eclettismo è una qualità che hanno in comune con i nordici Garmarna, fedeli alla Scandinavia, aperti sul mondo…) sono i mille colori che dipingono questa tela. Raccontandovi il disco nei dettagli sarà piacevole coinvolgervi nei mille profumi dei Gargamella. (...) ”

“(...) Con la loro prima uscita i Gargamella riescono ad esprimere appieno tutta la loro arte tenuta nascosta alla massa per lunghi 17 anni . Il loro sound è un mistico intercalare di sonorità che dapprima richiamano il passato primordiale successivamente raggiungendo quelle più attuali. Il sapiente uso degli strumenti, la grande forza evocativa e la capacità di tramutare musica in visioni riescono a far rivivere all’ascoltatore atti e vicissitudini di personaggi storici , usi, costumi e tradizioni folkloristiche passate creando in modo davvero naturale un passaggio estemporaneo, dove il passato si fonde con il presente. ”

“Si forma nei boschi dell'alta Maremma Toscana, nel lontano 1996, questo duo composto dai polistrumentisti Nicola Savelli e Lapo Marliani, ma a parte una comparsata su invito del nume tutelare Tony Wakeford (Sol Invictus) nella compilation celebrativa per la centesima uscita di casa Tursa, solo dopo oltre tre lustri vede finalmente la luce il debutto discografico. Un lungo oblio volontario nel quale, soprattutto nell'ultimo decennio, sono stati creati e lentamente collezionati i brani che compongono questo esordio, che ha richiesto un ulteriore anno per venire degnamente fissato su supporto discografico. (...) Tante buone varianti adeguatamente attuate ed un suono che valorizza appieno il bisogno di genuinità dei suoi creatori sono le migliori peculiarità di un debutto tanto atteso quanto interessante, da parte di un duo che sembra avere i numeri per stravolgere un po' di più le carte in tavola ai prossimi appuntamenti discografici. (...)”

“(...) Ogni singolo episodio del disco riflette un carattere e una personalità propria, differenziata, tale da far apparire la track-list una sorta di itinerario che trasporta l'auditore a ritroso, conducendolo presso antiche contrade ispaniche oppure al cospetto di nobili corti francesi, trasportando la fantasia sulle ali di creazioni soniche ora leggiadramente campestri, ora screziate di sfumature neoclassiche, oppure incupite da basse scale di accordi che descrivono un pentagramma ipnotico e decadente. (...) "Teta Velata", dunque, si colloca con merito tra le più interessanti e recenti alternative-folk releases, soddisfacendo appieno tutte le esigenze rivolte alla musica che appassiona, che muove l'alito vitale. Un minuscolo capolavoro dal notevole charme: cederete incondizionatamente al suo potere attrattivo.”

“(...) L’ispirazione principale per i Gargamella scaturisce dalla musica medievale: pur componendo brani originali, la band riesce in effetti a riprodurre sonorità che fanno rivivere epoche antiche, facendole riassaporare con stupefacente immediatezza e naturalezza. Ciò è reso possibile dal sapiente utilizzo di strumenti antichi o di estrazione popolare/folk, quali le fisarmoniche, l’harmonium, il flauto, insieme a chitarre classiche e ad un’ampia gamma di percussioni. Ai Gargamella basta però anche il semplice suono di un glockenspiel o di un pianoforte classico (ben diverso da qualsiasi anonimo piano elettrico) per far riaffiorare nell’ascoltatore sonorità in grado di rievocare ricordi d’infanzia o, magari, andando ancora più lontano, persino sonorità ancestrali, primordiali. (...) In conclusione, “Teta Velata” è un disco molto intenso ed affascinante, da scoprire e da gustare con calma. (...)”

“Le antiche tradizioni folkloriche costituiscono una fonte inesauribile di fascino per i più malinconici e ombrosi cantori del vecchio continente, il quale, negli ultimi decenni, è stato testimone dell'ascesa di numerose realtà musicali appartenenti alla cosiddetta scena neofolk. Tra queste, c'è chi riprende per filo e per segno le composizioni medievali e rinascimentali che un tempo lontano bardi, menestrelli e trovatori portavano in giro per le corti d'Europa. C'è chi le rilegge alla luce di nuove avanguardie sonore, contaminando le melodie senza tempo di violini, cetre e flauti con una moderna elettronica. C'è chi, più semplicemente, evita di intraprendere un processo filologico, ma non si dimentica di tributare gli antichi fasti attraverso una chiave di lettura evocativa e allo stesso tempo personale. Il duo toscano Gargamella, nato nei boschi dell'alta Maremma nel giugno di un lontano 1996, appartiene senza ombra di dubbio a quest'ultima categoria di artisti. (...)”

“PRIMA RECENSIONE DI TETA VELATA -- VER SACRUM -- "Il 2012 musicalmente comincia assai bene con questa proposta tutta italiana, di livello davvero alto.(...) Più che una ricerca filologica delle tradizioni musicali i Gargamella riprendono i suoni del passato, viaggiando tra epoche e territori diversi, riproponendo poi il tutto con una tecnica di altissimo livello.(...) “Teta Velata” e la stupenda “King of Nowhere” rappresentano i momenti più emozionanti del CD, costruiti come sono su delle riuscitissime e orecchiabili melodie di pianoforte.(...) I Gargamella riescono a non essere mai scontati e hanno saputo creare un album molto vario, forse non facilissimo (sebbene sfido a rimanere indifferenti a “King of nowhere”!) ma di indubbio valore. In un panorama musicale sempre più asfittico e carente in originalità i Gargamella hanno intrapreso una via personale, credibile e autentica (se non addirittura unica nel suo genere) al neofolk. Da supportare senza se e senza ma!”