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Five Way Cross / Blog

"FIVE WAY CROSS'S BLOG"

Non molto tempo dopo la dipartita di Cobain iniziarono a sventolare bandiere e magliette che urlavano “grunge is dead”, come se il grunge fosse solo Kurt, il quale, di fronte ad un'affermazione del genere, avrebbe fatto una delle sue sottili battute per sottolinearne l'assurdità (pur restando, per chi scrive, il pilastro fondamentale del grunge puro).

E' innegabile, però, che sedici anni dopo il definitivo volo di Kurt verso il cielo, parlare ancora di “quel” grunge è anacronistico come se un gruppo emergente suonasse esattamente come i Ramones o come Elvis: bello, certo, per chi amava quei gruppi, ma ha poco senso in un panorama musicale che ancora molto ha da dire e da sperimentare. Perché un genere continui a vivere è, infatti, necessaria soprattutto la sua biologica evoluzione, come per tutti gli organismi viventi, e questa lunga premessa era necessaria per sottolineare che questo tipo di lezione i nostri Five Way Cross l'hanno imparata bene. Il loro genere è innegabilmente ispirato al buon vecchio grunge, e risente anche di eco stoner e “desert-session” quanto di cross-over nu-metal, ma riesce a fondere e rileggere il tutto in chiave moderna (non “contemporanea” ma decisamente moderna), dando vita ad un alternative rock massiccio e potente. Questo, almeno, è quanto traspare da questo primo EP, Bad Stream, che i 5 ragazzi romani ci propongono. L'apertura con Mr. Evil mostra già una band carica d'adrenalina e con le idee ben chiare. Non si può fare a meno di apprezzare subito, inoltre, le chitarre di Giacomo (alias Indi/Ano [!]) e Ivan (alias Drag) la facilità con cui Simone (alias Supreme), il vocalist, passa da momenti “gridati” a splendidi acuti. La successiva, Bad Stream, invece, si fa notare per i riff potenti e soprattutto per i cambi di ritmo, che mostrano una band a proprio agio anche in situazioni tecnicamente più ostili. Splendida la sezione ritmica con Lorenzo (alias Provenza) al basso e Michael (alias The Brew) alla batteria.

A sottolineare le stesse peculiarità di questa band decisamente promettente interviene anche il brano successivo, B.S.D. (Bipolar Spectrum Disorder), che proietta verso la conclusiva Reanimation, potente, solida e compatta, dal ritmo pestato ma lento, quasi doom. Visto che questo EP era il "Bad Stream...” attendiamo con ansia l'album... Siamo certi che non deluderà affatto!

-Onda Alternativa