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Monelli / Press

“Sul lato A i torinesi tornano alla carica con Consumarsi e Cerchi di Nasconderti. Il primo è forse il miglior brano in assoluto dei trio torinese: Consumarsi pur rimanendo in chiave Riverdales non sfiora minimamente il plagio e, pur essendo malinconico, non è arrendista. Sono convinto che dal vivo mi farà alzare il dito al cielo! Gli ingredienti restano gli stessi per la seconda traccia, un po' meno convincente, ma pur sempre valida.”

“grazie ad un nuovo album che, da quanto potuto appurare con mano, recupera lo smalto dei bei tempi, adagiandosi su sonorità non tanto distanti da un classico punk rock abbastanza stereotipato, ma vivace e divertente quanto basta, che vede come principale fonte d’ispirazione gli eterni Ramones. Quattordici brani semplici e lineari, suonati con gusto e con la convinzione di chi sa che non ha nulla da perdere, e tutto da guadagnare, proposti come al solito in lingua madre, ecco cosa potrete trovare fra le trame di “Il tempo non ritorna”, titolo abbastanza profetico, che sancisce la rinascita artistica di una formazione che, finalmente, riesce a chiudere il cerchio aperto dall’ep “La mia ragazza è una metallara”, da molti considerato un piccolo must, per spingersi lungo contaminazioni che raccolgono reminiscenze a volte davvero antitetiche, pregne di liriche che risaltano la crescita di una band sicuramente più matura di un passato poi non tanto remoto.”

“I Monelli tornano direttamente dalla Torino degli anni '90 con un CD in free download che sembra un tributo in italiano alla discografia dei Riverdales.Si tratta di punkrock banale e ignorante (quello che ci piace a noi della camerata SNAFU insomma) questo è vero, ma qui si raggiungono livelli di plagio incredibili che fanno davvero sorridere. Al soldato Snafu i Riverdales piacciono parecchio..anche questo cd dei Monelli non mi lascia indifferente. Mi fa battere il piede. Mi fa canticchiare. Mi fa fare un pò di air drumming in sedicesimi. Mi fa fare coscia-drumming mentre navigo sul web in tranquillità. Mi fa sorridere e mi allieta la giornata..tuttavia la domanda sorge spontanea..ce n'era davvero bisogno? Potrei rispondere che se ne sentiva la mancanza come di un pesce in una stanza e probabilmente ho anche ragione.I Monelli tuttavia non danno fastidio a nessuno quindi perchè fare tante storie?E se proprio non vi piacciono fate partire "Tarantula" dal vostro stereo.tanto cambia po”

“Ed è proprio il caso dei “Monelli” complesso nato nei primi anni 90’ da subito ispirato dal sound dei Ramones, affermazione portata a testimonianza già dal loro primo album “La mia ragazza è una metallara” e riportata a conferma nel loro 3° album “Il tempo non ritornerà”. Note semplici e scolastiche quasi a conservare quella intuizione che spesso gioca da caratteristica fondamentale fra i pochi accordi e i secchi stacchi di batteria senza perdere la spontaneità presente anche negli album precedenti . Divertente ma soprattutto importante, il contributo che questi ragazzi stanno dando alla storia della musicologia italiana in un momento per essa di crisi e forse di momentanea perdita d’ identità.”

“Questo ultimo album ci mostra che la band, nel corso di 12 anni, non è cambiata di una virgola e li ritroviamo come li abbiamo lasciati: punk/rock scanzonato con referenze pop usato e riusato stile ramones, ma con stacchetti che danno una loro identità alle canzoni. Forse 14 brani sono un po’ troppi e il genere non aiuta ad arrivare fino in fondo e risulta monotono; molto coraggiosa e inusuale la scelta della lingua dei testi: l’italiano (che da un tocco meridionale all’insieme).. I testi sono ironici, sentimentali e con un uso delle parole ben orchestrato, insomma, non sono dei testi da gente alle prime armi. Certo mancano quei ritornelli che ti rimangono in testa come “serenata punk” , ma viene fuori qualche chicca come “ritorna Deby” e “faccio il cantautore” . Davvero bravo questo trio torinese e coraggioso a riproporre un genere finito più di dieci anni fa; se siete dei romantici nostalgici del punk/rock vecchio stile allora “I monelli” è il gruppo che per”

"Il tempo non ritornerà" è ovviamente in puro Monelli-style vale a dire melodie pop-punk in autentico stile ramonesiano con liriche in italiano ma,rispetto al passato,l'approccio alla musica se non,e non risulti troppo impegnativo,alla vita della band è notevolmente variata ed il cazzeggio degli esordi a fatto spazio ad una certa malinconia di fondo,l'ascolto di pezzi come "Arrivederci Dana" o di "Si,lo so" ne sono la dimostrazione più lampante. Del disco fanno parte anche pezzi molto belli e coinvolgenti come "Credi davvero" con la sua disincantata blasfemia,la curiosa commistione fra i tardi Ramones e Alberto Camerini di "Non sono un romantico" o di "Lui robot,lei marziano" l'ironica dedica al nostro (ex) presidente del consiglio Silvio Berlusconi,ed indirettamente al suo cantore Mariano Apicella,di "Faccio il cantautore" per concludere con il mio pezzo preferito la pressochè perfetta "Ritorna Deby".

“Quattordici pezzi di classico punk rock ramonesiano in italiano: canzoni sotto i tre minuti, chitarre che macinano power chord su power chord, una ritmica essenziale e la voce un po' sgraziata che canta di donne e politica, tra il serio e il faceto, con coretti a rendere più accattivanti i ritornelli. La registrazione lo-fi accentua l'effetto vintage (per così dire) che pervade tutto l'album.Se I Monelli avessero presentato "Il Tempo Non Ritornerà" come un fantomatico album perduto e ritrovato, nessuno avrebbe esitato a crederci, perché suona proprio come se fosse di dieci o anche quindici anni fa. E questo è tanto il suo punto di forza quanto il suo limite.L'effetto nostalgico farà giustamente piacere a chi ama e ha amato l'ondata italiana di emuli di Ramones, Queers e Screeching Weasel....Non a caso il migliore è "Questa Sera Non Finirà Mai", in cui emerge maggiormente la maturità della band. Onore al merito, comunque, per averlo reso disponibile gratuitamente.”

“Chi scrive è contento che finalmente,nel capoluogo sabaudo,una formazione punk rock abbia decisodi prendersi la responsabilità di quello che dice.Dopo un lungo blackout musicale sono tornati sul palco.I Monelli rimangono una band emergente:non per la qualità,certo,davvero alta se confrontata nella scena punk rock.Rimangono emergenti come atteggiamento e questo non è poco.Freschi, vivaci e scanzonati; qualche volta romantici.Inutile richiamare le influenze ramonesiane più interessante sottolineare il sapore delle melodie. Vicino a quelle celebri d’oltreoceano dei Riverdales di Weasel e Vapid. Nel nostro paese sono davvero poche le band di questo genere.Ritmiche veloci, chitarre taglienti e d’impatto, melodie piacevoli.È bene non dimenticare che scrivere una canzone d’amore nella nostra lingua è complicato, ancora di più se a farlo sono quattro ragazzi dai jeans strappati.Il consiglio è quello di andare ad ascoltarli, possibilmente in un locale;se è in un club,comunque,va”

“Quando sento un cd come questo perdo ogni barlume di ragione, l’obiettività al terzo pezzo non so più cosa sia ed il gusto personale mi porta forse ad essere esagerato...Non a caso a proporcelo sono i Monelli di Torino, band che insieme a quelle appena citate (e a quante altre!) ha animato i favolosi anni ’90 ...lo scioglimento durato anni fino al ritorno nel 2008 che si concretizza in “Il Tempo Non Ritornerà”, album di 14 pezzi che definire commovente è poco. Ci vuole poco per presentarlo, suona esattamente alla Ramones e alla Riverdales: stessi accordi, stessi stacchi, stessi coretti e pochissimi assolini. ...canzoni con testi divertenti, ironici, dementi anche; ma fatti di una stupidità molto matura, scritti da chi ormai i 30 anni li ha oltrepassati, ma continua a vivere nel suo mondo fatto di sentimenti sfigati, di robot e marziani, di prese per il culo a politica e religione, di Ramones…”

“...Ero decisamente scettico, e appena partite le prime note mi ha fatto decisamente strano sentire un disco del genere registrato bene, tanto che mi è venuta la tentazione di passare il disco su qualche cassetta stravecchia giusto per ricreare quel sound fatto di fruscii, basso impercettibile e sbalzi di volume...impresa dei Monelli era senza dubbio difficile, cercano di riprendere il discorso nel punto esatto in cui l'avevano lasciato ma è difficile ricreare quel senso di spontaneità/ingenuità/idiozia che mi ha fatto tanto amare quella scena. Anche se gli ingredienti sono gli stessi il tutto suona un pò più scolastico, fortunatamente le melodie sono quelle di un tempo ed in più di un occasione (Si,lo so, Lontano da te, Il tempo non ritornerà) colpiscono dritto nel segno..Complimenti per il coraggio, non era facile rimettersi in gioco e tra alti e bassi il disco supera la sufficienza. Dedicato ovviamente ai fedelissimi di quel periodo, tutti gli altri farebbero meglio a girare”

“..Con questo nuovo album riprendono esattamente da dove avevan interrotto il loro progetto e seppur gli anni sian passati riescon a ricreare le medesime atmosfere punk rock, certo e' strano ascoltare oggi un disco che sembra esser uscito direttamente dagli anni '90 con i suoi pro ed i suoi contro. ...testi immancabilmente in italico idioma con temi sentimentali, ironici ed a volte decisamente dementi non scritti col piglio di ragazzini alle prime armi ma da chi ormai attempato sa meglio orchestrare le parole...Il tutto contiene classico e scanzonato punk rock tendente al pop gia' sentito e abusato ma, seppur e' inevitabile il paragone con i Ramones i cui accordi e stacchi spesso son rintracciabili in questo disco, riescon a modo loro a mantenere una dose di genuinita' e orecchiabilita'. Insomma questo disco e' un tuffo nel passato e va premiata certamente l'audacia de I Monelli di riprovarci con un tipo di musica arrivata al capolinea piu' di dieci anni fa.”