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A Free Mama / Press

"Gli anni 70 sono qui fra noi cari lettori, e sono ancora freschi e vitali più che mai, grazie al contributo sempre più assiduo di gruppi come gli A Free Mama, band fiorentina formatasi nel 2011, e che dopo estenuanti e difficili sessioni in sala prove, passando per contest e partecipazioni ad eventi vari, è arrivata nel dicembre 2012 a presentare il suo primo album dal titolo omonimo, composto da 8 tracce. Definire in pieno il loro stile è un lavoro complesso, ma possiamo senza dubbio affermare che nelle loro vene scorre il sangue del Groove e del Funk (due tradizioni musicali che hanno preso piede proprio negli anni 70, grazie alla scia eclettica e stimolante che il jazz si era lasciato dietro di sé), e che oltre ai due stili sopra citati, essi si rifacciano anche a realtà “ibride” della storia musicale anni 70, come i Police. Il disco parte subito con una frizzante sferzata di energia grazie a Mother’s Song, [continua]...."

"Firenze città d'ingegni arditi". Tanti anni fa, così cantava nel capoluogo fiorentino Odoardo Spadaro. Tra questi "arditi", possiamo sicuramente inserire i componenti della band: A Free Mama. Insieme dal 2011, hanno fatto uscire a fine 2012, il loro cd dal titolo omonimo. Un disco di una freschezza incredibile, un ottimo funky rock, composto da otto tracce ben suonate. La band è così composta: Alla batteria Emanuele Bonechi, al basso Luca Giachi, alla chitarra Lorenzo Ruggeri, voce solista Alessandro Gerini, due saxofoni, Leonardo Beltramini al tenore e Leandro Giordani al contralto e al soprano. Sono bravi non c'è che dire, hanno un groove pazzesco, da non invidiare niente a quello americano, In questo momento i nostri ragazzi, sono in Inghilterra per un mini-tour di 10 date, a seguire suoneranno in Francia, parteciperanno al Rock Otocec in Slovenia e poi voleranno in Germania. Un tour, che li vedrà portare il loro funk in giro per l'Europa. Continua a leggere...

“A tutto funk!!! Gran sorpresa gli A Free Mama, da Firenze, che presentano un prodotto trascinante, fresco, nel pieno della tradizione funky. Posseggono un sound pieno, sfaccettato, con una solida base ritmica arricchita da parti di chitarra e di fiati impeccabili e precise. Le armonie sono rispettose ma abbastanza innovative, così come le linee vocali, i Tower of Power e James Brown sorridono nei tipici stacchi, ben eseguiti, che portano l’orecchio da un brano all’altro. Hendrix e i Police sono vivi negli wah e nei chorus della chitarra. Tra gli 8 brani c’è anche lo spazio per un paio di episodi meno “jump” e più r&b (76 e Please Breathe Now) . Sembrano ottimi per una serata scatenata ma non tradiranno nemmeno chi volesse starsene seduto ad ascoltarli con attenzione.”

“When A Free Mama took to the stage, with their Italian accents, saxophones and high buns in their hair, no-one quite knew what to expect; but their take on rock and roll was truly something to behold. An epic set followed by this six-piece band from Florence. Everyone in the venue was on their feet thanks to the perfect harmony between the sax and the traditional modern rock instruments. Rock & Roll went right back to its original funky blues roots in Ipswich on this bank holiday evening. Fantastic crowd-pleasers, A Free Mama got the audience involved with ‘Mother’s song’ to finish an impressive performance. ”

“Il primo lavoro “A Free Mama” dell'omonimo gruppo fiorentino, comunica all'ascoltatore immediatamente un particolare di non poco conto: questi ragazzi sanno suonare. I sei componenti trovano con estrema abilità un punto di incontro tra funky, fusion jazz e hard rock dimostrando di avere già un'esperienza tecnico esecutiva veramente di altissimo livello, il tutto arricchito da un sound di gran qualità, profondo e old school allo stesso tempo. Le otto tracce presentano strutture e arrangiamenti veramente complessi: la batteria (e di conseguenza tutto il resto degli strumenti) suona parti elaborate, capaci di mandare in tilt il cervello dell'ascoltatore che cerca disperatamente di prendere il tempo del brano. Il finale di What's The Drama ad esempio, è uno dei tanti enigmi ritmici che vengono presentati nell'album. L'unica pecca risiede nella voce: Alessandro Gerini pur essendo dotato di un gran timbro e di una notevole estensione vocale, arricchisce eccessivamente con acuti all”