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The Random / Press

"...I ragazzi picchiano sugli strumenti con rabbia, e si sente."

"V.I.P. è un disco molto piacevole, che scorre senza ammaccature o momenti di noia. E' chiaro che il suono è tutto derivativo, ma la band suona bene e non può che fare meglio se nei prossimi album andrà incontro verso una ricercatezza maggiore, senza però perdere l'immediatezza sonora, che attualmente è il loro maggior pregio."

"...Se il punk, quello vero, si nutre di lotta sociale, ribellione, rabbia, allora i The Random suonano punk. Quello vero. Ma non credete di trovarvi nelle orecchie il solito gruppo punk incazzato contro il governo di turno o schierato con arcaici partiti: i The Random con V.I.P. espongono un manifesto di protesta contro le menti intorpidite dai tubi catodici, dai calciatori e dallo “stato della chiesa”, argomenti che non si può fare a meno di ritenere fastidiosamente attuali. Il lirismo non é certo dotto, ma arriva efficacemente al punto: certi concetti é giusto urlarli in faccia! Strumentalmente il long play dei The Random si presenta variegato e con varie influenze. Da sonorità classiche del punk anni 80 fino ad echi di hard/glam rock anni 70 e qualche spruzzata di rockabilly...."

"...“V.I.P.” vuol mettere l’accento su ciò che la gente osserva stancamente e che gli viene propinato, con un’azione di distrazione di massa..."

"...Questi ragazzi mi sono molto piaciuti per il loro stile di suonare. Un Punk moderno, variegato da melodie e buoni fraseggi di chitarra, idem per la parte dei soli. Il cd nel complesso mi sembra completo, ogni canzone ha del suo..."

"...Punk is dead? Non qui nel Sud Italia, di certo non a Matera, sicuramente non per i The Random...Al loro secondo lavoro i nostri The Random ci arrivano dopo varie esperienze live, molti concorsi e un prestigioso e importante passaggio di un loro brano nella storica trasmissione Demo di Radio Rai1. Questo primo full lenght V.I.P., si apre con le sonorità più tipiche e classiche del punk rock..."

"...Sporchi, luridi, ubriachi e folli quanto basta. Ventiquattro minuti sdruciti e giocati in una corsa tra una birra, un sorso di gin e riff bollenti. Rock'n'roll dicevamo. Ma anche rockabilly e soprattutto punk. Le macumbe di Biafra che si aggirano moleste tra le note dell'opener "Random" e di "Sugar Lies", l'ironia amara degli Stranglers, poi una fedele riproposizione di "Search&Destroy" by The Stooges e tutto quello che pensate si possa distillare da più di cinquant'anni, tra alti e bassi, di tradizione viscerale e mille rivoli di derivazioni. Urla, testi ironici e bastardi quanto basta. Sudore, mani che difficilmente riescono a star ferme ed imprecazioni malevole contro la manopola del volume che proprio non ne vuol sapere di spingersi più in là...."

"...Complessivamente il lavoro e' ascoltabile, va piu' che bene se vuoi sederti e dondolarti un po' sulla sedia al ritmo di pezzi come "Sugar lies". Che dire...spero di essere riuscita a dare un'idea del gruppo e del cd: lontano dalla musica che sono solita ascoltare, ma carino..."

"...Brani ritmati, coinvolgenti ed allo stesso tempo ruvidi, tanto da emozionarci e riportarci indietro nel tempo, ai primi Ramones e ai New York Dolls. Un connubio perfetto, miscela esplosiva che fa del coinvolgimento la sua arma migliore, brani spaziali che vivono di una dimensione idealmente live..."

"...Cazzuti, melodicamente bastardi e fottutamente rockers. Cantato eccezionale a tratti stile CLASHiano e “surrogati”, ma con una melodia eccelsa soprattutto in pezzi come gin’n’roll e la pompa idraulica, che a mio avviso sono i più spakkakulo...Anche se non innovativi (giustamente è la scelta stilistica che gli ha portati e dirottati su questa via) sono comunque un gruppo ben amalgamato e promettente..."