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The Last Fight / Press

“Vengono dall'Italia, dalla città di Bergamo per la precisione, ma i loro orizzonti sembrano aprirsi ben oltre gli angusti confini nazionali. Il quartetto lombardo spazia tra il rock melodico infuocato dai caldi ritmi texani e dai vocalizzi in falsetto della titletrack e le melodie più radio-friendly di “Kiss Cosmic” e “The Importance Of Being Connected”, dove chitarre, basso e batteria assumono un piglio grintoso simil-punk rock. Non importa dove i Nostri decidano di andare a parare con la loro musica: in questi dieci minuti scarsi l'energia non viene mai meno e l'attenzione dell'ascoltatore rimane costante, grazie anche al carisma di una voce come quella di James F. Dini, che sa essere melodica e rabbiosa allo stesso tempo. Viene quasi l'acquolina in bocca a pensare a cosa ci riserverà il futuro full-length di queste giovani promesse della musica tricolore..”

“Provare a parlare di questo disco d'esordio dei bergamaschi The Last Fight non è una cosa semplice perchè risulta spiazzante e allo stesso momento non puoi che urlare di gioia. Ascolti questo “Right of Wave”, poi vedi da dove viene la band e rimani a bocca aperta. Non è in discussione la loro bravura, assolutamente, ma è come una manna dal cielo sapere che nel nostro paese si possa sentire qualcosa del genere; qualcosa di così aggressivo ed entusiasmante, di perfetto, contemporaneo e contestualmente spiazzante. Qua non siamo in America signori miei; là dove un certo tipo di rock melodico viene esportato con estrema naturalezza. No, qua siamo in Italia, patria del suono popolare per eccellenza. Poi ascolti questo disco ed è come se squarciasse la realtà. Se poi si scopre che è stato interamente auto prodotto dalla band nel loro personale studio di registrazione, allora ci rendiamo veramente conto di essere di fronte ad un fenomeno in sicura ascesa...”

“Eccoci qui nuovamente con un gruppo Italiano dai grandi propositi. Loro sono i The last fight, gruppo giovane del Nord Italia. A dirla tutta del nostro paese credo abbiano solo la derivazione geografica di nascita perché a sentirli sembrano arrivare da molto lontano, oltreoceano per l’esattezza. Questo piccolo gioiello che ci offrono si chiama “Right of wave”, registrato e prodotto dagli stessi ragazzi, direi con ottimi risultati, si sviluppa su dieci pezzi che suonano duri e maledettamente melodici. Si avverte una tale sicurezza d’esecuzione che ho trovato raramente in esordi discografici. Sono molteplici le atmosfere che incontriamo, mulinelli distorti nei quali perdersi o cavalcare, fate voi, melodie più controllate e levigate che deliziano i palati più delicati e ancora stacchi ed aperture che trascinano...”

“Un album d'esordio corazzato. Ecco come lo definisco questo Right of Wave dei Bergamaschi The Last Fight. Un album che ha un tiro Rock possente e coraggioso con aperture melodiche da perdersi dal di dentro. Da più vicino questo lavoro, interamente autoprodotto, mostra un taglio tipico di quella gamma sonora che arriva dritta dall'altra parte dell'oceano, insomma un prodotto che qui nel nostro paese va maledettamente stretto. Si parte con Panic, un pezzo che gioca su rimbalzi sonici, prima allegramente cadenzati poi, maledettamente ruvidi e distorti. Tom's Dealer è un singolo fatto e finito a cui non manca nulla anzi rischia di portarsi sulle spalle l'intero disco. Un cenno di morbidezza lo si trova in Saturday Morning che suona così dolcemente soft Rock, una da colonna sonora per capirci. Game invece è un altro brano chiave secondo me, appare dinamico e ben modulato una potenziale ...”

“Dopo una serie di concerti in giro per l’Italia e una colonna sonora per il documentario RAI, radio televisione italiana, “I fiori all’occhiello”, decidono di chiudersi nel loro studio e registrare l’album di debutto “Right Of Wave”, interamente autoprodotto, quindi molto genuino, senza compromessi e questo si sente parecchio ascoltando il disco. Rock allo stato puro, o come dicono loro “grosso”(fat rock), che difficilmente si trova in giro di questi tempi, soprattutto in Italia. Dieci tracce che sono un perfetto connubio tra sonorità americane e brit, tra suoni alla Velvet Revolver o Stone Temple Pilots, a melodie più rilassate che ricordano Foo Fighter e Strokes. Tra i pezzi ...”

“Sono di Bergamo ma potrebbero essere nati e cresciuti a Los Angeles o nella Death Valley. Con il loro “fat rock” (che fa pensare ai Beastie Boys di ''Fight For Your Right To Party'') hanno collezionato diversi concerti all’estero (Inghilterra, Germania, Spagna e Repubblica Ceca) e in Italia. Hanno suonato sui palchi principali dei prestigiosi festival (Heineken Jammin’ Festival e Taubertal Festival). Hanno recentemente collaborato con RAI, Radio Televisione Italiana, per la produzione della colonna sonora del documentario “I fiori all’occhiello”. Sono arrivati secondi al concorso nazionale per Sziget Festival 2010 e primi come miglior live band al KEEPon contest 2010...”

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