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Sister in the closet / Press

“Introspezione Evasiva è composto da otto brani di caratura punk. Passiamo dallo stile dei NOFX e Millencolin al post-grunge degli Staind e Nickelback, senza lascia-rci mancare venature metal e post-hardcore. In generale la sezione ritmica è ben arrangiata e non è aatto male. Mi piace l’idea coraggiosa di utilizzare l’italiano sopratutto per un genere il punk che predilige l’inglese. Nota dolente sono i testi molto adolescenziali e a tratti banali, ricchi di quel disa-gio giovanile sbandierato ai quattro venti, ormai da troppo tempo e da troppe band. Non trovo l’originalità della band esordiente. Rimango perplesso e convito che si poteva fare meglio. Il tutto si apre con Padre, bel pezzo di apertura che sintetizza quello che troveremo nell’album. C’è tutto quello che rappresentano Sister in the closet: forza e compattezza, distorsioni e ritornelli martellanti. Ancora come la prima volta è la traccia scelta per il videoclip, lo trovate su youtube. Uno dei brani più”

“Le band che oggi giorno scelgono di dar fondo alle proprie economie per realizzare un proprio album di inediti, in mancanza di etichette indipendenti che si interessino a loro, sono sempre più. Ci sono alcuni generi più apprezzati di altri, dove in loro si possa intravedere una fonte di guadagno sicura, magari seguendo la moda del momento, lasciando a molti gruppi, soprattutto rock, solo la possibilità di autoprodursi. I Sister In The Closet sono una di queste band. Influenzati dall’hardcore melodico di band come NOFX e Millecolin e da venature metal, i Sister In The Closet si presentano con il loro disco d’esordio: Introspezione Evasiva. Completamente autoprodotto e registrato nell’autunno del 2012, l’album è composto da 8 tracce ed è caratterizzato da una copertina davvero ben fatta. Questo quartetto di Belluno, nato nel 2008, ha dovuto faticare non poco per assemblare la band, restando per un anno inattivo a causa di tensioni interne che hanno causato l’abbandono del”

“Otto tracce che seguono il compromesso ricercato fra rock “metallico” e melodia, un power-pop di grande impatto, siamo di fronte a dei bravi musicisti e ad un risultato complessivo gradevole. Dalla loro parte c’è sicuramente una chiarezza nella strada intrapresa che permetterà di affinarsi sia a livello compositivo che di scrittura. Gli Spunti interessanti sono molteplici: ad esempio la rudezza del sound dell’inziale “Acido Lattico”, la convivenza di ritmiche e umori diversi di “Come Credevi d’essere” che vede anche una performance vocale che ben si adatta alla dinamicità del pezzo. A colpire particolarmente è “ Padre”, un brano che viaggia a ritmi sostenutissimi e che si fa portatore di un’irruenza che viene smorzata solo nel finale. Gli innesti melodici si possono ascoltare sopratutto i brani come “Il Bersaglio“, “Ancora come la prima volta” e “Fantasma” che ha una coda strumentale notevolmente robusta. Da segnalare, infine, è anche l’es”

“I Sister In The Closet sono una band proveniente dalla provincia di Belluno e attiva ormai da qualche anno sulla scena del nord-est. Hanno alle spalle la pubblicazione di un EP registrato da un amico e mixato in casa. Ora si propongono con un disco d’esordio, registrato al Rizoma Studio di Quero, e totalmente autoprodotto. La band suona un Alt-Rock pestato con influenze Post-Hardcore e Metal, senza tralasciare un’ottima inclinazione alla melodia, soprattutto nei ritornelli, che alle volte ti restano in mente senza volerlo. I testi trasudano frustrazione e disagio, senza mai cadere nel banale, ma esprimendo tutta la rabbia di un periodo post-adolescenziale vissuto in un momento di crisi e spaesamento per i giovani. Nel panorama italiano potremmo associarli ai primi Ministri, mentre nel mondo sono evidenti le influenze dell’Hardcore melodico di band come NOFX e Millencolin.”