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Rev Rev Rev / Press

"...a volume alto suona proprio bene e arriva dritto come un monolite che si frantuma a due centimetri dal naso per mostrare la pasta di cui è fatto. Tra suoni distorti, sfocati, abrasivi, qualche rimando alla psichedelia e al rock sonico, la band riesce a mettere in mostra un bel campionario di idee dando sensazioni positive (...). Il disco ha un suono essenziale ma non banale (...)".

Francesco Casuscelli - Rockerilla

“(...) Distorsioni con rischio di soffocamento (Honey Sticky Fingers), rollercoasting al miele (Probability), un breve abbaglio C-86 (Wave speech), voce femminile effettata come nelle migliori tradizioni e feedback in quantità compongono nove tracce che sembrano appositamente scritte per stordire l'ascoltatore. (...)”

Chiara Colli - Il Mucchio Selvaggio

"nove tracce al calor bianco dove, in un'atmosfera sospesa fra lirismo lisergico e dissonanti eruzioni armoniche, trovano asilo eleganti scintille creative e fulminanti immediatezze espressive (...)".

“(...) Se la deriva è chiaramente quella di Jesus And Mary Chain, My Blody Valentine e la vecchia scuola new wave più sporca, il quartetto modenese sguazza a suo piacimento in questo marasma sonoro incontrando però anche le traiettorie più moderne calcate da gruppi quali A Place To Bury Strangers (...)”

"...this is definitely an up-and-coming, international band to watch. Their sound is in the vein of heavy psych rock, and they love all things distorted and fuzz, tending to construct songs with the foundation of a massive wall-of-sounds and the engaging energy of garage rock."

"Siamo di fronte ad una compatta miscela di code psichedeliche, impronte rumoristiche, forti irrobustimenti e un'attenzione all'aspetto vocale che va a rappresentare l'altro lato della bilancia, armonizzando tutto l'impianto."

“Un trip monolitico, una colata lavica di psichedelia, una galassia di reverberi e shoegaze. Sullo sfondo si fa avanti una voce fatua che presto diventa un mantra. Andati a lezione dai Jesus and Mary Chain, affascinati dai Mercury Rev di Boces, forse fan dei Black Angels i Rev Rev Rev sono figli del rumore, del confine tra la melodia e la sua assenza, capaci di impalacature sonore possenti, di litanie pagane e intriganti di canzoni dal sottosuolo o dall’iperspazio.”