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The Konspirators / Press

“Tutto questo è punk rock. Un genere che nell’underground romano come in Italia non è proprio morto, non ha un gran riscontro, semmai. Era molto tempo che non si sentivano dal vivo canzoni ispirate ai Dead Kennedys. O comunque un gruppo che allo stesso tempo si ispiri a generi diversi tra loro ma che li sappia gestire in musica. Senza Governo e Punkabbestia o Anarchy in Texas sono tre canzoni che rappresentano l’essenza ‘minimalista’ del punk. In God We Trust.”

“I Konspirators sono noti come ideatori del 'regressive rock' ovvero 'rock regressivo' come artefatto del progressive rock. Di loro si sa ben poco, tranne che hanno iniziato la loro attività nel 2008. Psichedelici, misteriosi, alquanto loschi, per certi versi, seguono fedelmente la linea di band come CSI, Sex Pistols, Rage Against The Machine e quanto ha di meglio da proporre la linea antagonista della musica”

"Mi dimetto… Non ci sto più!"; le chitarre sgasano polveri sottili in vortici trascinanti, e la semplicità dell’impianto e del suo accattivante riff, pur vivificata dagli assoli conclusivi, afferma la provocatorietà tagliata con l’accetta di questa proposta di "regressive rock" militante, ma anche scazzata, perché anche a noi piace autosmentirci sfacciatamente a fronte delle contestazioni: "Mi dimetto, non mi dimetto… Non l’ho mai detto!"

"The Konspirators, come dice Luca Giurato, noto nemico… giurato del sistema, che li ha incontrati, se non si lasceranno invischiare in compromessi, potranno avere un sicuro successo, perché quando il popolo si sveglierà, preferirà di gran lunga l’abrasività di un “Punkabbestia” breve e secco eseguito al Contestaccio..."

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