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JAH FARMER / Blog

JAH FARMER, ORIGINAL GANJA AMBASSADOR

Partenze e ritorni alla ricerca del giusto equilibrio interiore. Viaggio fisico ma anche mentale che appartiene a tutti noi, viaggio che intraprendi sempre portando con te la cosa più importante nella quale credere. Per Jah Farmer il percorso da Sud a Nord e da Nord a Sud si è compiuto sempre e comunque nel nome della reggae music. Un amore incondizionato che vive e si alimenta senza voler nulla in cambio, un sentimento naturale che in una musica ti permette di scoprire un percorso di vita da seguire. Armando Gallo (vero nome dell’artista) è uno dei pochi che ha provato a fondare e far suonare una band nella nostra città. Una scommessa ardita, soprattutto quando gli spazi per esprimerti sono pochi e tante volte preclusi.

Eppure gli Hulah Family, questo il nome del gruppo, hanno provato a farsi strada con un repertorio di canzoni positive per far breccia nella massive. Quel progetto, anche durante l’esodo verso Nord, è restato in piedi collezionando pure significative presenze in importanti festival. Mentre la musica scorre, in Jah Farmer inizia anche una maturazione spirituale che lo porterà ad abbracciare la fede Rasta. Il sinjay napoletano scrive da sempre i testi delle sue canzoni, elemento assolutamente essenziale per chi attraverso il reggae vuole anche trasmettere il proprio punto di vista sulla realtà che circonda, oppure rendere partecipi tutti di un viaggio che ti eleva la coscienza. Trasversale l’uso dell’italiano, dell’inglese e del patois, per un mix originale ed efficace.

Questo sembra un momento cruciale per la carriera artistica di Jah Farmer, il cui sbocco sarà la realizzazione dell’album di esordio nei panni da solista. Un casa che l’artista sta costruendo mattone su mattone, singolo su singolo, a partire dalla nuova tune “Ganja Parade”, brano che fa parte della colonna sonora del film “Ganja Fiction”. Un’occasione importante per il sinjay, visto che proprio la pellicola potrà permettergli ad arrivare ad un pubblico più vasto. E “Ganja Parade” ha tutti i requisiti per diventare un successo, sia per il sempre verde tema che affronta nel testo, sia per la base, un concentrato di potenza e di energia che non può lasciare indifferenti. A rendere il tutto più infuocato, è la riuscita partecipazione di Fyahstation, mc del Conscious Sound, sempre più bravo e consapevole dei propri mezzi. Insomma una “ganja tune” cantata con il cuore e la testa, per descrivere una bucolica fattoria di montagna dove la coltivazione dell’erba sacra rende il paesaggio splendido. Ma oltre l’aspetto naturalistico, “Ganja Parade” è un forte attacco alle politiche proibizioniste di babylon.

Se questa canzone è un’escursione nel mondo della ganja, di vero e proprio viaggio spirituale parla “Aimin’ To Zion”, parentesi intimista dell’artista per rendere partecipi tutti noi di un esodo mistico. Il brano, dalle chiare sonorità sincopate del dub, è realizzato sul Roots Mentality riddim della label salentina Filomuzik. La fede in Jah è anche quella che ci rassicura in un mondo disordinato e pieno di ingiustizie, elementi questi che Farmah spiega in “Ci Offendono”, quella che può essere considerata la sua maggiore hit. “Inna Jamaica comm a Napoli”, un incipt per confrontare realtà lontane, ma purtroppo accomunate da tanti mali. L’anima “roots&culture” del sinjay si staglia completamente nel profondo “A Man Is A Man”, mentre “Badman Town” abbraccia i moderni suoni dancehall. Jah Farmer non può che raggiungere altri importanti traguardi e diventare esponente di spicco della scena reggae italiana.