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Krigere Wolf / Blog

Second Review of "Timpani allo spiedo Webzine"

Minkia come può cambiare la musica di un gruppo in un solo anno! E ti credo, dico io, ultimamente c’è stata la rivoluzione nei Krigere Wolf tanto che l’unico membro originale rimasto è Riccardo Costantino. Ma basta, questo già l’ho detto nella 2° puntata di RadioTimpani allo Spiedo, anche se mi devo rimangiare una cosa sputata durante quella serata, e che riguarda proprio la musica di questi catanesi. Infatti, ascoltando bene i 2 pezzi di questo singolo, non credo che si debba parlare di black/death metal, piuttosto di black/THRASH metal. E così, si scopre che i nostri stanno semplicemente sviluppando in maniera (molto) differente il suono dell’ottimo album di debutto. E quello che è uscito fuori dal presente disco fa presagire un secondo album da fuochi d’artificio, quindi spero vivamente che tale formazione sopravviva a lungo.

Chiariamo subito questa cosa: di death metal non c’è quasi niente, esso si esplica soprattutto in qualche grugnito bello cupo che talvolta esce fuori per dar manforte alle urla doppiate di Riccardo. Per il resto, si parla di un black metal incredibilmente glaciale con un po’ di inflessioni thrash anche parecchio groovy (memorabili quelle di “Glorification of the Black Angels”, molto a là Forbidden). La melodia è stata ridimensionata, non è più importante come una volta (“come una volta”… sto parlando forse di un secolo fa?), seppur sia sempre bella presente negli assoli (2 in “Glorification of the Black Angels” – fra cui uno curato da Azmeroth degli Heretical -, solo 1 nella titletrack), i quali sanno essere anche molto eleganti, perfino quasi ammalianti.

Visto che parliamo di eleganza, si deve dire che è stata mantenuta una certa ricercatezza, anche nella struttura dei pezzi, che magari sono divenuti forse più semplici e sequenziali ma in maniera sempre imprevedibile. Per fare qualche esempio, ci sono degli stacchi (molto vari) che danno spesso voce a delle ripartenze spettacolari, tremendamente brutali e furiose come sono, e finalmente barbare come vuole l’immaginario dei Krigere Wolf. Si senta a tal proposito “Glorification of the Black Angels” che, nei suoi poco meno di 6 minuti, conta fra l’altro dei momenti epici con tanto di tom – tom molto in tema.

CONTINUES... http://timpaniallospiedo.blogspot.it/2013/02/krigere-wolf-victory-of-satans-warriors.html

Interview of "Arsenal Del Metalero"

Interview by Luis Landeo Welcome Riccardo, I like your band have a great combination of Black Death Metal but I notice in the tracks like: "Victory of Satan's Warriors" and "A Voice Oppressing Warriors" the band combinates other melodical elements and some of thrash, so how do you define your metal style? Thank you for the space you are giving us on your magazine and webzine. It is clear that we have changed our style a lot during the years. We started playing mainly Viking/Thrash/Black metal with lyrics inspired by Nordic mythologies mixed with my fantasies and the occult. The outcome of this experiment was The Ancient Culture To Kill, our first official LP, where both sound and musical structure are really distant from the current Krigere Wolf. In fact we have slightly put aside melodies for shorter, more spontaneous and blasphemous songs. Once, the essence of the band was almost bounded to melodies that showed a prominent heavy metal style, epic riffs, long solos, short synth interludes giving pathos to our sound. Now we are no more interested to that kind of atmospheres, we need to express something different than before, something coming directly from Hell. Therefore we aim to keep our sound more primitive and spontaneous, avoiding triggered drums or unnatural sounds, rather striving for a barbaric and Nordic sound as you might hear in our single "Victory of Satan’s Warriors". You ask me how I define our style. Well, looking at our next LP we are currently working on, I can surely say our approach is still Thrash/Black Metal.

CONTINUES... http://arsenaldelmetalero.blogspot.it/2013/03/interview-to-riccardo-costantino-of.html

Review of "Acciaierie Sonore Metalsound"

Il progetto Krigere Wolf nasce a Catania nel 2009 fondato e capitanato da Rick Costantino.

Dopo aver firmato nel 2011 con la label underground italiana “Armed God Records”, la Lineup formata da Rick Costantino voce/basso, Joe Cantagallo chitarra sostituito poi da F. Bauso dopo la registrazione, Erik Cataudella chitarra ritmica e Frozen batteria sostituito anche lui in seguito alla registrazione da S. M. Testa, fanno uscire a gennaio 2012 l’album debutto “The Ancient Culture to Kill” senza passare per la consueta e battutissima via dei Demo. Inizialmente l’intenzione della band era quella di creare un album con sonorità Black metal di stampo norvegese estremamente brutale e malvagio, ma man mano che il lavoro si stava concretizzando, le composizioni assunsero uno stile ben diverso dall’idea di partenza. Infatti ascoltando le 6 tracce incluso l’intro possiamo gustarci un cocktail di stili e generi completamente diversi e quasi contrastanti, in quanto, “The Ancient Culture to Kill” è un album Black/Death con influenze Heavy/Thrash anni 90 ovviamente il tutto incorniciato da un tonante influsso Viking, insomma un gran bel mix. Le lyrics dei Krigere Wolf, composte da Rick Costantino, affrontano tematiche oscure, visioni oniriche di vita dopo la morte e scene tratte dalla mitologia norrena, spesso a mio avviso, un lavoro di forte introspezione e di passione personale per certi argomenti. Nei testi troviamo stralci di vera e propria poesia marchiata dalla penna talentuosa del Songwriter, senza scadere mai nella banalità pur affrontando per poco meno di 36 minuti gli stessi argomenti in maniera abbastanza omogenea, impresa non facile.

Ma passiamo ai brani, per scelta personale ho deciso di non analizzare in maniera approfondita poiché, sono certa, chi avrà occasione di ascoltare quest’album riuscirà ad avere una visione del tutto individuale e personale di ciò che i Krigere Wolf propongono nel loro primo full-lenght e delle loro intenzioni. Di conseguenza sottostare ad influenze tecniche esterne sarebbe del tutto improduttivo . Esiste però una linea ben marcata che unisce i brani tra loro e cercherò di dare più un parere emozionale e percettivo che tecnico per l’appunto. L’intro “Battle Song” ha un esordio del tutto non prevedibile, pochi secondi di totale serenità ed armonia, un sottofondo composto da un cinguettio di uccelli, zittito subito dopo da un richiamo di tromba e da urla battagliere. E’ facile immaginare un cielo improvvisamente plumbeo, un campo di battaglia dove la violenza regna sovrana, suoni metallici causati dal clangore di spade in cui si riesce quasi a sentire l’odore del sangue schizzare fuori dalle carni lacerate. E poi, quasi a voler lavar via tutta quella brutalità, un suono di leggerissima pioggia ed una melodia pregna di pathos pronta a commuovere gli animi. Ma ciò che ci aspetta con “Demons from beyond the sea” ci svela tutt’altro scenario, nessuna quiete bensì ci si ritrova dinanzi ad un messaggio ben chiaro :” Che il massacro abbia inizio”, lasciandoci immaginare delle vere e proprie battaglie epiche in cui gli strumenti stessi diventano spade e asce, regna il caos più totale, gli assoli assumono una potenza e una furia impressionante e questo possiamo intuirlo anche nei brani a seguire soprattutto a mio avviso alla fine di “ A voice oppressing warriors”, è un continuo incalzarsi, aizzarsi a vicenda, rincorrersi l’un l’altro dando vita ormai alle famose cavalcate di cui i Krigere Wolf hanno dato davvero prova di competenza . E’ bene ricordare che quella spinta selvaggia la quale caratterizza l’intero album è ben miscelata a momenti di stop quasi malinconici.... CONTINUES...

http://acciaieriesonoremetalsound.wordpress.com/2012/05/25/krigere-wolf-the-ancient-culture-to-kill/

Review of "Emanuele Gentile"

Devo rendere pubblico plauso alla Armed God Records per la sua capacità di scegliere gruppi di un certo valore e che riescono a produrre album di buon interesse. Ciò era successo con gli The Ancient War. Ora accade con i Krigere Wolf. Entrambi le band provengono dalla fertile scena siciliana che nonostante i pochi mezzi a disposizione riesce sempre a offrire gruppi di notevole interese e portatori di rivisitazioni originali del verbo metallico. Oggi è il turno dei Krigere War gruppo death con forti influenze black metal. Chi sono i Krigere Wolf?

I Krigere Wolf nascono a Catania alla fine del 2009, grazie a Ric Costantino, bassista delle bands underground italiane Deathwork, Southern Black Sand e Fusion Limit. Ric entra subito in contatto con il chitarrista Joe Cantagallo, con il quale porterà avanti il progetto per i primi mesi del 2010. MAGGIO 2010: Frozen, batterista delle black metal bands siciliane Arcanum Inferi e Valefar, entra nella band come session member in sede live e studio. La formazione viene completata nell'ottobre del 2010 grazie all'ingresso di Erik Cataudella come secondo chitarrista. La band propone un death metal di scuola svedese dei primi anni 90 con influenze black e thrash anni 80 e tematiche viking, riguardanti temi legati alla mitologia norrena e testi poeticamente oscuri. SETTEMBRE 2011: i Wolves firmano il contratto con la Label Underground italiana "Armed God Records" gestita da Fabrizio Malaponte (Deathwork, Fusion Limit) il quale ascoltando le riprese in fase di registrazione accetta di collaborare con la band catanese e promuove il loro primo debutto ufficiale. GENNAIO 2012: primo debutto ufficiale in cd, "The Ancient Culture To Kill" - i Krigere Wolf annunciano l'ingresso del batterista S.M.Testa in sostituzione di Frozen e F. Bauso in sostituzione di Joe Cantagallo alla chitarra solista.

La biografia riportata sopra ha ragione quando rimarca l’influenza del death metal svedese degli anni ottanta/novanta. Infatti, si sentono evidenti i passaggi violenti, melodici e ariosi che contraddistinsero gruppi quali Entombed, Dismember, Grave, Dissection o Unleashed. Cioè un sound piuttosto dinamico. Vedasi brutale. Ma che sapeva mantenere la barra del nord grazie a un incredibile lavoro sugli armonici. Questo bilanciamento di sonorità “rough” con altre più epiche denotano la cifra musicale di questo quartetto siciliano che dimostra di avere parecchie frecce nel proprio arco. Infatti, ci sono delicati fraseggi acustici. Passaggi che ricordano alche il prog rock. Ed latri più marcatamente black sulla linea degli Immortal. Complimenti, un caleidoscopio vario e differenziato che permette di creare una musica mai noiosa.

Insomma “The Ancient Culture to Kill” è un album di rimarco da parte di un gruppo in possesso di buoni fondamentali. E’ una sensazione che si nota fin dall’opener “Battle Song” (intro) e si snoda su una tracks-list composta da brani che hanno una loro tenuta, identità e ragion d’essere. Ha partecipato a questo album come compositore e strumentista Lord Agheros. Andiamo avanti. Alla fine tutti si dovranno accorgere che la Sicilia ha una scena che non ha nessun complesso di inferiorità rispetto ad altre.

http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=23510&sz=4

Review of "The New Wave Of Italian Thrash Metal"

L'album si apre con la stupefacente ed epica "Into battle song" nella quale si sente una guerra in atto con strazianti lamenti e spade affilate che vengono sguainate per squartare i corpi dei soldati chiamati in questa truculenta battaglia e infine si ode una sorte di vittoria e i cavalli che cavalcano lontano allientandosi in una quiete melodia di voci.Quest'album è denso di sorprese e "colpi di scena",noterete sicuramente la fantastica cavalcata di Frozen e gli assoli esageratamente precisi di Joe Cantagallo nella traccia "Demons from beyond the sea".Passando poi a "A voice oppressing warriors" si potrà ascoltare l'eccezionale voce di Ric Costantino,nella sua tagliente voce con cambi repentini tra growl densi e pesanti a scream del calibro dei più grandi cantanti black metal,da notare anche la sua imponenza con il basso,preciso negli accompagnamenti con il doppio pedale di Frozen e perfettamente all'unisono.Una delle mie preferite è "Death rides on the blade"dove c'è quest'accostamento di parti melodiche a parti vocali strazianti e maliconiche di Ric,senz'altro qui si noterà la bellissima linea di basso di Ric ,che nonostante sia semplice,ha il suo impatto.Poi l'incastonamento di parti estremamente veloci a quelle più cadenzate.Stupenda anche qui la precisione maniacale di Frozen alla batteria e la pulizia del suono delle chitarre di Cantagallo e Cataudella.Il tutto fa di questa traccia la "traccia chiodo" ,ossia quella che ti si ficca in testa e non va più via.Passando poi a "Wielding the axe of suffering" e "Scorching flames of damnation" si potrà sentire tutta l'influenza dei vecchi canoni del thrash/black metal e la maestria di questi ragazzi a rendere quei suoni,dei suoni personali,suonando un genere di musica che è totalmente personale ,senza plagio alcuno,senza paragone alcuno,questa è la loro musica e per questo meritano stima.L'album si conclude con "Died in Battle - Death's Litanies" ,forse la più potente e massiccia di tutto l'intero album,dove si può trovare quell'accostamento ai primi Kreator,quindi ai canoni del thrash teutonico.Qui si aprono le danze con un galopping che è astroso,eccentrico,bastardo direi.La definirei come la traccia più thrash dell'album e finisco col dire che scorre alla grande e che rapidamente vi fa venire voglia di riascoltarla.Quest'album,o meglio questa battaglia,si conclude proprio come era cominciata,con i cori e i cavalli sfiancati dalla battaglia.Signori a voi l'onore,questi erano i Krigere Wolf. Voto : 9/10

by FurySanged

https://www.facebook.com/notes/the-new-wave-of-italian-thrash-metal/-krigere-wolf-the-ancient-culture-to-kill-full-length-2012_recensione-/454915127856788

Review of "Suoni Distorti Magazine"

Incuranti della gavetta e delle tappe, i siciliani Krigere Wolf giungono direttamente all’esordio discografico per la Armed God Records con un lavoro davvero interessante e sorprendente, se si considera che è il primo full lenght. 'The Ancient Culture to Kill' è un lavoro solido e ben prodotto, che non ha nulla da invidiare alle produzioni europee del genere. Il death/black metal scandinavo proposto dalla band sicula è spaccoso, bello e potente. Pezzi come 'Demons from Beyond the Sea' e la cadenzata (ma ricca di sfuriate che ricordano il black metal) 'A voice Oppressing Warrior', mi hanno colpito per freschezza compositiva e fanno dei Krigere Wolf una bella realtà dell’ottima scena metal isolana da sempre (ancora posseggo gelosamente un disco dei Nuclear Simphony), ricca di talenti che forse avrebbero meritato molto di più. Un altro pezzo ben riuscito è la bella ed epica 'Wilding the Axe of Suffering'. Le cavalcate epiche sono la specialità della band catanese e tutto il lavoro si distende tra assoli molto ben riusciti, atmosfere guerresche e drumming impeccabile. Come al solito, sarò ripetitivo e lo so, non vedo l’utilità che ha una bella band come questa di limitarsi ad imitare nelle tematiche il filone vichingo/scandinavo che molto poco in comune ha con il background mediterraneo della band. Consapevole che la cultura mediterranea è sempre stata superiore a quella dei barbari, mi sento di consigliare ai Kriegere di muoversi verso altre tematiche perché il talento c’è davvero tutto e sarebbe un peccato non valorizzarlo anche in queste cose. Musicalmente i Krigere non si discutono: il gruppo è completo e pieno di groove.

...a cura di Ferenc Nàdasdy

http://www.suonidistortimagazine.com/2012/04/krigere-wolf-ancient-culture-to-kill.html#more

Review of "BRUTALISM.COM"

'The Ancient Culture To Kill' is the debut release from Krigere Wolf, a Black/ Death/ Thrash Metal band from Italy. Their music is pretty clear cut with how everything meshes together: one side is the rhythmic, gritty Thrash that blends both the Punk elements of Darkthrone with that of bands like Judas Priest with the harsh vocals that are certainly Black Metal based, sometime Death Metal based depending on the track. Fans of groups like Goatwhore will certainly find this appealing. The album opens with the brief "Intro To Battle," which features samples of warriors fighting and beautiful keyboards. Of course, this is all demolished with "Demons From Beyond The Sea" which features a rathe rhythmic battle march to the way the drums are layered- no matter how gritty- and carried by the fast pace of the guitar solos with the vocals snarling about. This isn't quite demo quality, but it is pretty close, though with how Krigere structures its music the melodies and rhythms are more than enough to keep listeners gravitated to their music. "Death Rides On The Blade" is a catchy, fun tune that- while a bit hard to hear- still fulfills the better part of what the album tries to deliver. "Wielding The Axe Of Suffering" is almost completely instrumental, although from the tone of the music is really doesn't sound much different from any of the other tracks on the album. The only thing that really stands out is the brief bass solo. "Died In Battle..." brings back the ambiance that the opening track does, although Krigere places it in the middle of the track hoping to start the epic bit early, but the guitars sadly overshadow most of it. Only when the music fades out can one really get into the rather folkish, symphonic side of the music. Overall, 'The Ancient Culture To Kill' is a fast paced, groove laden album that is punishing to hear but has its moments where Krigere really pull off the Black/ Thrash genre quite well by not being cliche. And of course the epic battle parts really stretch the album to be more than just 'gritty Metal.'

http://www.brutalism.com/content/krigere-wolf-the-ancient-culture-to-kill

Review of "Nocturnal Poisoning Webzine"

“The Ancient Culture To Kill” è il CD-debutto di questo quartetto siculo formato nel 2009 e, se è vero che il vino invecchiando migliora, lo stesso si può dire dei catanesi che si presentano all'esordio ufficiale con un sound già maturo e con le idee chiare in testa.

Senza girarci troppo intorno, è il classico lavoro in grado di farvi passare con piacere la quarantina di minuti richiesti per l'ascolto. Black Metal ben suonato (dalle chitarre alla voce, passando per la sezione ritmica) con una punta di “Thrash” e una certa componente “Heavy”, begli assoli di chitarra e, soprattutto, riff in grado di rievocare luoghi gelidi ed aspre vette. Per la precisione direi che il miglior pregio della band sta proprio in questo: saper amalgamare ottimamente la struttura “guerresca” dei brani con riff evocativi, dal sapore epico, in grado di dare un'inaspettata “anima” al brano. «Epico? Ma come?» penserete voi. L'aggettivo, in effetti, non è buttato lì a caso. E' palese una connessione con il Nord e con i guerrieri vichinghi, anche dando solamente un'occhiata alla tracklist e alla copertina.

Concludendo consiglierei ai Krigere Wolf di proseguire su questa strada, puntando su canzoni ancor più dirette, dalla struttura semplice e magari “concentrando” i pezzi. In particolare i più lunghi, nei momenti in cui manca la voce, risultano un po' ridondanti con il ripetersi degli ascolti. Per il resto buona fortuna e alla prossima!

Recensione a cura di: Nuclear Katharsis Voto: 70/100

http://nocturnalpoisoningzine.blogspot.it/2012/04/krigere-wolf-ancient-culture-to-kill.html

Interview of "Timpani allo Spiedo Webzine" to Ric C.

Ecco a voi la chiacchierata fatta su FaceBook con Riccardo Costantino, voce/basso dei grandiosi Krigere Wolf. Ne è uscito fuori un ritratto di una persona non solo molto interessante ma anche dai variopinti interessi. Buona lettura!

1) La prima cosa che mi viene da chiederti riguarda le liriche: precisamente in che maniera dovrebbero essere interpretate? Con intenti celebrativi, metaforici o quant'altro?

Beh, i testi dei Krigere Wolf nascono dall'idea di interpretare in maniera mia personale tutti i lati oscuri della mitologia norrena, da miti e leggende, alla fantasia che la mia mente innesca in fase di scrittura. Diciamo che le liriche presentano numerose metafore, caratteristica con la quale mi piace molto "giocare" quando scrivo, e soprattutto rendendo il tutto molto poetico, con frasi macabre, ma il tutto contornato da malvagità, oscurità, parlando di guerre vichinghe e preghiere, quindi si, da un lato sono testi anche celebrativi se così possiamo intenderli.

2) C'è quindi qualcosa che vi affascina della mentalità che sta dietro tale mitologia? Tipo per esempio l'attaccamento di quella gente verso la propria terra, la caccia come mezzo di sostentamento ecc... ecc...? Di certo siamo lontanissimi da quanto ci propina la società moderna.

Sicuramente siamo lontanissimi, anche geograficamente parlando eheheh.

Personalmente, mi affascina tenere la mente a contatto con la mentalità di quei popoli, con la loro freddezza, con il coraggio, la forza, il culto, la ferocia che avevano nello sterminare il nemico e nell'affrontare la vita giorno dopo giorno senza la paura di morire. Amo le terre nordiche, credo che sono gli unici luoghi che amo veramente, e musicalmente parlando sono terre che mi danno il massimo dell'ispirazione, sia strumentale che spirituale.

3) Quindi vi ritenete come dei neopagani?

Non mi reputo facente parte di nessun movimento religioso, ma se c'è una cultura che interiormente mi fa stare al proprio agio e in pace con me stesso, quella è la cultura pagana. Amo la natura, rispetto tutto ciò che è racchiusa in essa, e penso che oggi sia l'unica cosa positiva in un mondo decaduto anche grazie alle religioni e alle guerre legate ad esse.

4) Da cosa ti sei ispirato più precisamente per i testi? C'è per esempio qualche libro, film, dipinto e così via che ti ha in certo modo influenzato?

Semplicemente dalla mia visione costante della morte. Capita molto spesso di stare chiuso con me stesso per giorni interi, e scrivere poesie "oscure" che poi trasformo in testi. Premetto che i Krigere Wolf nacquero subito dopo un viaggio che feci presso i confini tra Italia e Svizzera qualche anno fa, nelle magnifiche Alpi, dove risiedevano antiche fortezze medievali, sinonimi di battaglie, di sangue, di orrore e di morte.E fu da li, che in onore a tutto il sangue versato dagli antichi guerrieri, decisi di metter su una band "malvagia", con tematiche epiche e nello stesso tempo ricche d'adrenalina da guerra.

5) Allora dimmi: in cosa consiste la tua visione della morte?

CONTINUES...http://timpaniallospiedo.blogspot.it/2012/03/intervista-ai-krigere-wolf.html

Review of "Metalhead"

(Armed God Records) I Krigere Wolf vengono da una terra arsa e la loro città è Catania. Prendono forma nel 2009 e il loro black metal è stato espresso attraverso questo debutto dal titolo atavicamente guerrafondaio. I Krigere Wolf sembrano la personificazioni di spiriti guerrieri che hanno infestato il Vecchio Continente, anziché essere i figli di una montagna che vomita fuoco e roccia fusa. Loro raccontano le ostilità tra popoli attraverso un sound feroce, epico e assetato di morte. Sono una band black metal, è vero, ma adorano deformare il proprio riffing, e il relativo drumming, anche attraverso passaggi death metal, ma senza tendere alla scuola polacca, piuttosto passando bruscamente da fasi “nere” a quelle “morte” del metal, senza spingersi verso laccature o manierismi di sorta. Loro sono istintivi, ma non sono il prodotto di un insieme underground, non hanno suoni approssimativi; basterebbe dire che in ognuno dei 37′ totali il basso è sempre udibile. Parlando delle possibili virate al di la del black metal, si può citare “Death Rides on the Blade”, con la sua fase centrale e oltre quasi epic/heavy metal o “Wielding the Axe of Suffering” che si accosta al thrash metal. Insomma al black metal più verace i Krigere Wolf ci mettono l’epica e robusta aggressività dei Bolt Thrower e la cattiveria selvaggia e vichinga degli Unleashed, anche se è meglio dire che a queste band si avvicinano concettualmente, anziché per una riproposizione pedissequa dei riff. “The Ancient Culture to Kill” è dunque un buon inizio, con la speranza che i Nostri maturino sempre di più.

(Alberto Vitale) Voto: 7/10

http://www.metalhead.it/?p=5310

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