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Ion Source / Press

“Quante influenze ci possono stare in quarantacinque minuti per otto pezzi? E in quante miscele differenti tra di loro? Gli Ion Source con questo primo lavoro in studio infilano nel progetto tracce di prog sia anni sessanta/settanta che contemporaneo, psichedelia, post-rock, metal, hard-rock, fusion, grunge, doom, e molto altro ancora. Anche citare un bel concentrato di influenze come i Godspeed You! Black Emperor sarebbe limitante nel caso del combo marchigiano, anche se, declinato in un'ottica di maggior fruibilità "pop" potrebbe dare una prima grossolana idea del lavoro svolto. In ogni fraseggio dei singoli musicisti si trovano svariate tracce di questi ingredienti, disseminate nei vari contributi, senza però perdere mai del tutto di vista l’obiettivo della costruzione per strati del singolo pezzo. La particolare voce, dal richiamo buckleyano, focalizza intorno a sé la struttura principale del pezzo, quella maggiormente rock e che permette una comunicazione di primo livello, pi”

“Molto interessante l’esordio di questi Ion Source che, dopo il demo interamente strumentale uscito nel 2009, decidono di puntare maggiormente sulla forma canzone ingaggiando il bravo Giovanni Biagiola alla voce. Il progressive dei marchigiani piace sin dalle primissime battute; “Colors” è l’interessante unione tra la vecchia scuola prog capitanata da King Crimson, Gentle Giant e Pink Floyd, e certo prog moderno di stampo britannico di cui il sound dei Nostri abbraccia lo stile più decadente ed atmosferico. Le otto tracce sono tutte apprezzabili e cariche di emozioni: il prog sperimentale degli Ion Source è asciutto e moderno, spacey, stralunato e, a tratti, straziante. Il chitarrista Marco Drupetti è molto abile a tessere delicati arpeggi che si contrappongono a riff torrenziali, e, questa sua versatilità contribuisce a far addensare le nubi sulla musica della band o a portare qualche raggio di luce, indispensabile per dare vita alle atmosfere rarefatte del disco. Pur trat”

"...Il sound degli Ion Source, maturato nel corse del tempo, è oggi indirizzato verso un progressive psichedelico e moderno, tecnologico al punto giusto, in cui si punta su una dimensione onirica, un po' spacey, un po' post-rock. Si cerca un distacco da forme e stili ben individuabili, anche se inevitabilmente certe influenze sono avvertibili tra rimandi ai Pink Floyd, ai GY!BE, ai Radiohead, ai King Crimson, agli Opeth. Le otto composizioni di Colors risultano, così, compatte, asciutte, prive di orpelli che potrebbero gettare fumo negli occhi, ma di sicuro ben costruite, cariche di pathos e nelle quali si avverte una certa spontaneità.. "

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