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In The Kitchen / Press

“Alzatevi in piedi! Iniziate a battere le mani, a ballare. Ultimamente si incontrano sempre più spesso gruppi che attingono dal folk, miscelano con un pizzico di musica moderna e sfornano un bel prodottino a loro detta "innovativo"; in pratica ci si trova davanti ad un'accozzaglia di suoni messi grossolamente dove "folk" significa solamente un violino che non ha legami con il resto e un organetto suonato con non-sense. Per questo motivo quando capita di ascoltare gruppi come gli "In the kitchen" l'esaltazione prende il sopravvento e le mani iniziano a muoversi da sole. Raramente ho ascoltato una miscelazione così armoniosa tra folk e rock, conditi da una splendida voce, molto intensa, capace di catturare l'ascolto. (...) Insomma, non fatemi parlare di più. Ascoltatevi i sample sonori e vi accorgerete che questo cd non potete lascirvelo sfuggire.”

Vuoto Negativo

“Dopo una gavetta di sei anni questi sette ragazzi della Valsesia arrivano al loro debutto discografico con un cd dal titolo "100% contaminated folk-rock". (...) Un buon disco, lo consiglio vivamente a tutti gli ascoltatori di musica folk. Unisce il calore della musica folk e un pizzico della rabbia del rock. Bravi ragazzi! Spero di sentirvi presto dal vivo.”

“(...) La veste grafica è decisamente accattivante, un bel mix di nero e rosso con una divertente foto di gruppo sparata in copertina, e, dal booklet fino allo stesso supporto musicale (il cd, per intenderci), si capiscono le intenzioni della band di voler fare qualcosa di veramente "serio". Le note introduttive che ho già citato, oltre ad elencare partecipazioni, produzioni e recensioni dedicate al gruppo (molte ed ottime), ne descrivono gli scopi: "una fusione pacifica tra la musica propriamente popolare, principalmente irlandese e piemontese, con sonorità (molto) più moderne ed attuali, per poi proporla ad un pubblico il più possibile vasto ed eterogeneo, al di fuori dal classico folk = pubblico d'élite". In effetti possiamo ben dire che, in poco meno di cinquanta minuti, l'obiettivo viene raggiunto pienamente.”

MusicBOOm

“Piacevole è anche la proposta degli In The Kitchen che, all'esordio con l'album dal titolo omonimo, si presentano con un rock dalla venatura "folkie" molto energica e diretta.”

Rumore

“Legati alle strutture ben più consuete della canzone, ma non per questo prevedibili o poco interessanti, sono invece gli In The Kitchen, band dell'area novarese attiva dai primissimi anni '90 ma solo ora approdata ad una "vera" prova discografica (...). Piuttosto che aderire alla dilagante moda del cosiddetto combat-folk, i sette di Romagnano Sesia mantengono la loro proposta su standard abbastanza pacati, elaborando brani - con liriche in italiano - costruiti su efficaci equilibri elettro-acustici e su melodie comunque accattivanti (...).”

Il Mucchio Selvaggio

“Acque sempre più agitate nel sommerso folk rock nazionale. Uno dei segnali più forti dell'attuale vivacità di quella scena arriva da questo ensemble piemontese (...). (...) L'impronta elettrica degli arrangiamenti e la maggiore confidenza che i sette sembrano avere con lo spartito lasciano davvero ben sperare nella buona riuscita del loro progetto: restituire alla musica folk la sua autentica connotazione popolare. A questo riguardo, va messa in risalto l'attenzione che essi rivolgono alle musiche tradizionali di casa, un patrimonio che essi dimostrano di saper adattare con gusto e perizia al moderno linguaggio rock (...).”

FareMusica

“(...) Grazie a un'indiscussa capacità di sintesi e purezza sonora il settetto ci dimostra con "Side Salad" (sicuramente più di un demo per cura e durata) di saper adattare il dialetto delle montagne piemontesi al suono di bouzouki e tin whistle. Un'attitudine alcolica alla Pogues fa il resto.”

Rockerilla