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ELEKTRADRIVE / Press

“Elektradrive caused ripples in 1989 with their second album 'Due'. The Italians' fourth album - after a 16 year gap following 'Big City' in 1993 - is equally convincing. Opener 'Evil Empire' is a fantastic track, great vocal from Elio Maugeri and chorus, Kings-X style riffing and a superb breakdown with chorused guitar and solo. This simply rocks. And if you think that was a fluke, they follow up with 'Feed The Ground' which is just as impressive. Think a heavier Toto with eco-aware lyrics. The trick is repeated later on with 'WYSIWYG', a simply superb slice of hard rock. "What We Still Don't Know" continues a Kings X vibe (but mixed with an Iommi-style riff) whilst 'Living 4' is equally robust, characterised by excellent vocals, harmonies, and urgent guitars. There is even a touch of the proggers Yes in this one. Prog flavours continue on 'Get Power From the Sun' with an unexpected flute solo from Mauro Pagani.”

“La maestria del gruppo nello scrivere chorus efficaci non tarda a farsi sentire subito, fin dalla prima traccia, mentre si ha la conferma dell'ottimo profilo artistico del sempreverde Elio Maugeri. Le sonorità percorse nelle varie canzoni alternano momenti dal forte appeal radiofonico moderno (“Feed The Ground”) ad alcuni più diretti e penetranti (“What We Still Don't Know”), ballad soffuse e riflessive (Do It For Everyone) a brani di portentoso hard rock trascinante ( “Living 4”, “Get Power From The Sun”). La dinamicità splendente ma riflessiva del gruppo prosegue con “Dirty War Of Bloody Angels” (ottimo refrain), mentre l'ultima parte del disco mostra tutta la rabbia e la potenza delle nuove iniezioni di modernità, come in “In A Superficial Way”, “Fake News” e “W.Y.S.I.W.Y.G”. Chiude questo grande ritorno “Son Of The Universe”, eccellente ballad dalle ascendenze whitesnake-iane in ottica moderna, con un raffinatissimo guitar working di Simone F”

“Come si è potuto leggere dalla recensione, Living 4 è un mix di tante sonorità riprese in passato da altre band; basti pensare allo stesso Maugeri, che ha sfornato una prova semplicemente fantastica e impetuosa sia nelle canzoni più pesanti che in quelle più melodiche. Ma gli Elektradrive hanno fatto di più: nonostante questi richiami, la band è riuscita nell’impresa di non snaturare per niente il proprio sound, per cui tutti i fans possono dormire tranquilli. Merito a questi 4 grandi musicisti ITALIANI, ognuno di loro ha contribuito a realizzare questo splendido disco dimostrando che anche qui in Italia ci sono band che meriterebbero di vendite centinaia, migliaia di copie e di andare in tour in tutto il mondo..Se la band riuscirà prima o poi a raggiungere questi traguardi non saprei dirlo, ovviamente lo spero per loro, ma voglio ringraziare Elio, Simone, Stefano e Alex per tutte le emozioni trasmesse, quelle che solo i grandi musicisti sanno regalare.”

“...senza girarci troppo attorno, possiamo sinceramente dire che Living 4 pone di nuovo gli Elektradrive nell’olimpo del rock alternative nostrano con una spallata cosi forte da far indietreggiare tutta la concorrenza, per una realtà purtroppo mai ricordata nei momenti meno brillanti e che oggi merita la giusta rivalutazione. Questo non è un semplice ritorno, ma è il lavoro di una band che ha presentato nuovamente il conto, ma questa volta vuole essere pagata fino all’ultimo centesimo. ”

“Living 4 segna il ritorno sulle scene della band torinese. Certo i segni del tempo si sentono eccome. La band oggi propone un (hard) rock maturo e di gran classe. Qui e là spuntano venature prog, non mi riferisco semplicemente al flauto di Mauro Pagani, ex PFM, in “Get Power From The Sun” (sarebbe troppo semplice e banale), ma a dei particolari stilistici che arricchiscono le song che mi riportano alla mente i Marillion, i primi Genesis post Gabriel, Asia e altre prog band anni 80. Certo richiami al rock duro che conta non mancano, Black Sabbath, Deep Purple e Van Halen. Il tutto è rivisto dalla band con classe e naturalezza. Un plauso in particolare va alla voce di Elio Maugeri, inossidabile d’innanzi alle insidie del tempo.”

“La produzione, precisa e potente, consegna in pasto all'ascoltatore suoni cristallini, che mettono in risalto un lavoro impeccabile sugli arrangiamenti. Se strumentalmente sono ineccepibili (eccezionale il lavoro del chitarrista Simone Falovo), a livello vocale sono eccelsi, con un Elio Maugeri in grande spolvero, ottimo anche per quel che riguarda la pronuncia. Difficile parlare delle singole composizioni, questo disco va assaporato con calma e concentrazione, brano dopo brano, tuttavia ci sembra doveroso spendere due parole per quelle che ci hanno toccato in maniera particolare. “Feed The Ground” e “Pain”, canzoni emozionali, cariche di pathos e quel velo di tristezza che ti raggiunge il cuore, “Get Power From The Sun”, pomposo mid-tempo impreziosito dal flauto suonato da Mauro Pagani (ex PFM), senza dimenticare le più “classiche” “What You See Is What You Get” e “The Water Diviner”, che riportano ai fasti degli esordi. ”

“14 composizioni emozionanti compongono "Living 4", mantendo un livello di songwriting eccelso, accostabile all' A.O.R. di "nuova generazione" di band come i Biloxi o, alle trame cerebrali di "Promised land" dei Queensryche. La componente melodica, pulsante per tutta la durata del disco, ne aiuta molto la fruibilità, grazie agli arrangiamenti costruiti sulla bellissima voce di Elio Maugeri, come dimostrato da songs più Hard come "Evil empire", "Dirty war of bloody angels" o ancora "Fake news". D'altro canto, come di consueto nel genere, non mancano tracce più lente e malinconiche, da citare, in questo senso, "Do it for everyone", "Pain" (con un refrain da urlo!) e la conclusiva "Son of the universe", impreziosite, manco a dirlo, dai solos toccanti e azzeccatissimi di Simone Falovo. ”

“E invece, sorprendentemente, nell’Anno Domini 2009, gli Elektradrive sono di nuovo tra noi, con un bel disco che – diciamolo subito – non ha molti punti di contatto con il vecchio materiale, ma da ‘Big City’ sono passati quindici anni, la loro non è certo una scelta modaiola, semplicemente questo è quanto la band vuole fare oggi, con quella classe, la competenza e lo stile che tanti (ma tanti davvero) non possono che invidiargli. In questo ‘Living 4’ hanno messo trent’anni di hard rock, mescolando abilmente AOR e nu metal, il prog e il modern melodic rock, detriti grunge stile Alice in Chains e melodie alla King’s X. ”

"Living 4" mantiene una particolarità che ha determinato il culto attorno alla band: la credibilità. Gli Elektradrive appaiono in tutto e per tutto al di fuori di qualunque tradizione musicale italiana avendo assorbito, in un processo di perfetta nemesi, la lezione impartita dalle grandi rock band a stelle e strisce. Ma c'è di più: il sound degli Elektradrive è tutt'altro che semplice, poggiando, sì, su una consistente base melodica, ma rifinito con arrangiamenti estremamente ricercati che denotano grande preparazione e professionalità. Prova ne è la deflagrazione che accompagna due brani di valore assoluto come "Evil Empire" e "Feed The Ground", entrambi con riferimenti ai Queensryche più melodici, di notevole impatto emotivo ed interpretati in modo ineccepibile dalla voce di Elio Maugeri.

““Living 4” counts a total of 14 songs about actual topics such as pollution, water shortage and other problems our planet has to face for the moment. Musically Elektradrive are still a force to be reckoned with and from start to finish each of the four members show their versatility. Among the most interesting tracks are the title track, the slow-paced “Do It For Everyone”, the uplifting “Dirty War Of Bloody Angels”, “You Are Always On My Mind” and the closing ballad “Son Of The Universe”. Welcome back, Elektradrive!”

“'Living 4' può essere considerato il disco della vera e propria maturazione artistica degli Elektradrive, un album in cui la temerarietà messa in campo dal combo nostrano è stata giustamente ripagata da un risultato artistico di elevato livello qualitativo. Un ritorno coi fiocchi, ma soprattutto un lavoro capace di muoversi con classe magistrale al di sopra di mode, noiosi cliché e fastidiosi standard commerciali. La classe non è mai acqua.”

“Tornano i leggendari torinesi Elektradrive, che manifestano dopo anni di silenzio, esaltandone i fasti '80s a loro ben noti. Idoli dell'AOR e del metal melodico, gli Elektradrive si evolvono con il recente Living 4, a metà tra Keel e Autograph, in sonorità piccanti e perfette, senza dubbio le migliori del genere in Italia. Living 4 è un modernismo continuo e al contempo un ripristino religiosamente fondato di sonorità passate ma mai sedate, spogliato di tentazioni elettroniche o sperimentazioni sonore. Dalla coinvolgente Evil Empire alla maestosa Feed The Ground, dall'impatto musicale enorme fino al massacro delle orecchie. Poi What We Still Don't Know, intrigante e Do It For Everyone, innovativa seppur fedele alla linea Elektradrive. Ed ancora Get The Power From The Sun, dalla melodia ammaliante e fruibile, o la godibilissima title track, vocalmente perfetta e complicata a delineare liriche social-politiche di assoluto impatto verbale. Un album magistrale di potenza rock. ”

Ilaria Rebecchi - Hate TV

“Living 4 sembra un lavoro emotivamente sofferto sin dalle prime note, quelle di “Evil Empire”, certi arrangiamenti poi sono ammalianti, e faccio un doveroso salto dalla prima alla settima “Pain”, power ballad talmente bella e intensa da lasciare senza fiato. Fatico a menzionare anche un solo brano dei quattordici presenti perchè si tratta di un mosaico di spessore, omogeneo, contraddistinto da tante piccole (geniali) intuizioni che modificano di continuo l’album traslandolo da circostanze di puro romanticismo a situazioni più “spigolose”… e viceversa. Appurata la crescita strumentale, la maturazione artistica, compositiva e il gusto per la scelta dei suoni, non possiamo far altro che applaudire il ritorno degli Elektradrive, perchè Living 4, e voglio spendere un ultimo aggettivo, è un disco per lunghi tratti commovente. Basta e avanza per l’acquisto a scatola chiusa. ”

“Ich bin platt! Total. Ein neues ELEKTRADRIVE-Album! 23 Jahre nach dem famosen Erstling »...Over The Space« und 16 Jahre nach dem letzten Scheibchen »Big City«! Zwar hat sich die Truppe aus Turin meines Wissens nie "richtig" aufgelöst, und hatte auch 1999 in veränderter Besetzung mal ein neues Album angekündigt, doch in eineinhalb Jahrzehnten kann man schon ein wenig in Vergessenheit geraten... Die nächste wichtige Nachricht lautet, daß Originalsänger Elio Maugeri bei ELEKTRADRIVE zurück ist, dessen Stimme - sch.. auf Kopfsocke und fehlende Haarpracht! - immer noch eine immense Ausstrahlung hat. Folgerichtig knüpfen ELEKTRADRIVE auf »Living 4« musikalisch an ihrer Tradition des melodischen Hard Rocks an und landet beispielsweise mit ›Feed The Ground‹, ›Dirty War Of Bloody Angels‹ oder der Ballade ›Pain‹ ein paar Volltreffer. Zwar kann man dieses Niveau nicht die ganze Zeit über halten, aber dennoch haben wir es hier mit einem Wiedererwachen zu tun, über das m”

“Si parte alla grande con le prime e coinvolgenti “Evil Empire” e “Feed The Ground” che mostrano la band in grandissimo spolvero con il loro trademark compositivo pienamente confermato e i suoni splendidi di grande impatto. La classe del gruppo si percepisce maggiormente con le più intriganti e ambiziose “What We Still Don’t Know” e “Do It For Everyone” che possiedono qualche contaminazione progressiva di forte effetto. “Living 4” è giocata su abili parti vocali che rimandano agli Harem Scarem e al loro dinamismo musicale. Si prosegue molto bene con “Get Power From The Sun” e “Dirty War Of Bloody Angels” che riportano in auge le efficaci ritmiche della opener e il solito grande senso melodico delle parti vocali davvero molto efficaci sull’ascoltatore.”

“Sorretto da una produzione perfetta, apre le danze il riff scolpito e modernista di “Evil Empire”, cantata da un Elio Maugeri al top della forma (cori da paura); la sezione ritmica Turolla-Jorio è tonica come non mai, mentre il chitarrista Simone Falovo sfodera un assolo tecnicamente perfetto ma di grande feeling e non invasivo, non roba da guitar hero spocchioso, insomma, ma da musicista viscerale e a tutto tondo. Le appassionate e appassionanti linee vocali di Elio Maugeri e le note solistiche di Simone Falovo ci conducono così al termine di un capolavoro che riconferma il combo torinese tra i pilastri europei (e non solo) del genere melodic hard rock. L’attesa non è stata vana, tutt’altro, ma per il prossimo album non fateci aspettare altri tre lustri… Bentornati Elektradrive! ”

“L'hard rock per palati fini della band si intreccia come sempre con soluzioni progheggianti, non si perde quasi mai alla ricerca del facile ritornello ma indugia, sorride ai Pink Floyd, richiama i Jethro Tull (in "Get Power From The Sun" suona il flauto traverso nientemeno che Mauro Pagani, polistrumentista ex PFM) e non perde mai di vista la melodia. Ottimi i lentoni, "Do It For Everyone" e "Pain", curioso il salto nel passato con "Dirty War Of Bloody Angels", coraggiosi anche gli innesti di sonorità più moderne in "You Are Always On My Mind" e di "W.Y.S.I.W.Y.G.". Un disco che cresce ascolto dopo ascolto, che ci ripropone i quattro Elektradrive (l'unico mancante della vecchia formazione è il tastierista Manassero) a livelli eccellenti, con testi che trattano argomenti moderni ed importanti, come l'ambiente ed il nostro futuro su questo pianeta. ”

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